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250.000 casi al 'Super-Speciality Hospital'

12 maggio 2004

Quello che riportiamo Ŕ l'articolo sull'Ospedale ad Alta Specializzazione di Whitefield, pubblicato dal giornale 'The Times of India' il 29 aprile 2004.


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'Il 'Super-Speciality Hospital' (Ospedale ad Alta Specializzazione) ha toccato i duecentocinquantamila casi'


BANGALORE: Il flusso continuo di pazienti che si riversa nell' 'Istituto Superiore di Medicina Sri Sathya Sai', l'Ospedale ad Alta Specializzazione di Whitefield, ha appena toccato le duecentocinquantamila unitÓ. La maggior parte dei pazienti appartiene ai ceti meno abbienti. Molti provengono dal Nepal, da Sri Lanka, dal Sud Africa e persino dall'Europa. "I casi da noi trattati riguardano persone appartenenti agli strati sociali economicamente pi¨ deboli. La sanitÓ gratuita e le procedure atte a salvare vite umane hanno ampie ramificazioni: questo sistema salva intere famiglie dalla miseria", dice il Dr A.N. Safaya, direttore dell'Ospedale, che Ŕ poi un'unitÓ della Fondazione 'Sri Sathya Sai Medical Trust', la fondazione 'Sri Sathya Sai' deputata all'assistenza sanitaria.
Subito a partire dalla sua inaugurazione, avvenuta nel gennaio del 2001, i medici hanno effettuato complicati interventi nei settori cardiaco e neurologico, utilizzando tecnologie d'avanguardia. In termini commerciali, un trattamento, che viene offerto ai pazienti a titolo completamente gratuito, costa all'Ospedale circa 150 crore di rupie (corrispondenti a circa ventottomila euro). Centinaia di migliaia di pazienti dipendono completamente dall'ospedale.
"Questo ospedale deve servire da esempio. Molti hanno detto che non sarebbe stato possibile offrire un tale livello di assistenza a titolo completamente gratuito, ma noi ce l'abbiamo fatta" aggiunge il Dr Safaya. Il 'mantra' che vige qui Ŕ l'assistenza olistica. Procedure a parte, migliaia di persone usufruiscono di trattamenti cardiaci ambulatoriali gratuiti che sono ben al di sopra delle loro possibilitÓ economiche. Anche la consulenza fa parte del trattamento. "Le strutture filantropiche e le unitÓ sanitarie collaterali dovrebbero replicare questo modello", esorta il Dr P.K. Dash, primario del reparto di cardiologia. Secondo il Dr Dash, a Bangalore c'Ŕ necessitÓ immediata di almeno altri 900 posti letto nell'assistenza terziaria: "Molti non riescono ad arrivare ad usufruire del trattamento cardiaco, dobbiamo essere noi a portarlo a loro. Sembra un'impresa spaventosa, ma non Ŕ impossibile."