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3 dicembre 2002

Sul famoso quotidiano 'New York Times' Ŕ stato pubblicato domenica 1░
dicembre 2002 il seguente articolo, avente ad oggetto la visita del Presidente dell'India a Bhagawan Sri Sathya Sai Baba.
Il 'tono' ed i termini usati dal giornalista non sono di certo quelli del 'devoto' o di chi conosce approfonditamente la 'RealtÓ' Sai Baba, ma sicuramente ben
rappresentano quella 'fetta' di persone che si affacciano con curiositÓ e, forse, un p˛ di prevenzione a questa insondabile Manifestazione.

IN INDIA UN AMICO PER IL MONDO
di Keith Bradsher


Puttaparthi, India - Il Presidente dell'India che Ŕ meglio conosciuto per i test nucleari condotti nel 1998, recentemente si Ŕ recato in visita ufficiale nel pi¨ grande ashram del paese, per incontrare e ricevere le benedizioni dell'uomo santo che predica la non-violenza.
La visita sottolinea l'attrazione che produce questo inusuale uomo santo, Sri Sathya Sai Baba, che attira a sÚ presidenti, primi ministri ed altri leader non solo
provenienti dall'India ma anche dall'estero; i suoi seguaci provengono da 178 paesi.
La separazione tra religione e stato in India, chiara e definita negli anni immediatamente dopo l'Indipendenza Indiana ottenuta nel 1947, si sta facendo ora meno evidente. Questo Ŕ vero specialmente con riferimento all'ascendente politico del governatore Bharatiya Janata Party, che enfatizza il nazionalismo Ind¨.
Parte dell'attrazione che esercita Baba, come viene chiamato dai suoi seguaci e da altri qui, viene dal fatto che fin dal 1940 egli predica una strana mescolanza di fedi, incoraggiando la tolleranza religiosa.

Le visite officiali in questo luogo, sono diventate una delle pi¨ bizzarre e pi¨ colorate caratteristiche della vita pubblica indiana.

La mistura delle religioni di Baba, va ben oltre il tradizionale credo Ind¨ e gli permette di attirare politici di varie fedi, incluso il Presidente Mussulmano
dell'India A.P.J. Abdul Kalam.
Il Presidente Kalam, che precedentemente era uno scienziato nucleare, Ŕ
volato nell'aereoporto privato dell'ashram con un jet blu e bianco dell'aeronautica militare.
Accolto dalla polizia in completo oliva, Ŕ salito su un'auto che precedeva la parata dei militari Sikh con turbante scarlatto.

Lungo la via verso l'ashram si trovano, su tavole di pietra, alcuni detti di Swami : "Il denaro va e viene/ La moralitÓ viene e cresce" che sottolineano la divina
paternitÓ di Baba.
Sulla collina che sovrasta l'entrata dell'ashram si possono vedere enormi statue, vivacemente dipinte, di Ges¨, Buddha e Hannuman, il dio-scimmia Ind¨.
Poco pi¨ avanti si pu˛ vedere un grande tempio cinese ed un cartellone con un Baba che sorride benevolmente alzando la sua mano benedicente.

Due moderne costruzioni di color fucsia fiancheggiano la strada pavimentata, assurdamente inframmezzate da statue di chitarre acustiche e tamburi di legno alte 30 piedi.
I macinini Ambassador (auto locali - N.d.T.), made in India, arrancavano fino a fermarsi davanti al portone del grande ashram.
Pi¨ di 10.000 accoltiti sedevano sul pavimento con le gambe incrociate, impacchettati stretti l'un l'altro; le donne indossavano sari di seta dai colori brillanti, smeraldo, rubino, blu indaco. Gli uomini tutti con camicia e pantaloni bianchi che simbolizzano la purezza.
Il Presidente, con deferenza, si tolse i suoi mocassini marroni e cammin˛ indossando solo i calzini fino all'entrata centrale, accompagnato da un piccolo seguito, che pure aveva provveduto a togliere le scarpe abbandonandole all'esterno.
Baba, 76 anni, un piccolo uomo con una folta criniera di capelli neri avanzava nella sua tunica.
Gli accoliti cercavano di intravedere Baba; uno dei pochi occidentali a Lui vicino, si batteva la mano sul cuore visibilmente tremante di emozione al vedere Baba
dirigersi verso di lui.

Famoso per aver detto veramente poco in pubblico, perfino ai suoi seguaci, Baba ha salutato il Presidente Kalam silenziosamente. Quindi i due uomini sono scomparsi dietro una porta di legno lucidato decorata con rilievi di deitÓ Ind¨, e in questo Sanctum Santorum rimasero circa un quarto d'ora mentre la folla attendeva pazientemente.
Un anziano assistente di Baba ha sussurrato che il nome intero di Sri Sathya Sai Baba significa veritÓ sacra, padre e madre divini.
Predicando i cinque principi quali veritÓ, pace, amore, non violenza e retta condotta, Baba "rappresenta l'unitÓ delle religioni, di tutte le religioni, egli
disse, non solo dell'Induismo."
Il Presidente uscý e condusse il suo gruppo fuori dalla Hall, indoss˛ le sue scarpe e saltando in auto si diresse, per un breve tratto, alla casa degli ospiti.

Nella breve intervista con Swami, egli disse di aver discusso con lui sul modo di poter avere un sistema educativo che combini i valori con la scienza. "Quando essi vengono fusi, otteniamo cittadini illuminati." Questo Ŕ quanto disse il Presidente Kalam, il cui ruolo in questa democrazia parlamentare Ŕ puramente cerimoniale; il parlamento lo ha eletto in Luglio.

Venendo da un background mussulmano, il Presidente Ŕ una raritÓ tra i politici nazionali in un paese formato per quattro- quinti da Ind¨.
Egli ha sostenuto per lungo tempo che il programma di armi nucleari in India era necessario per mantenere la pace nel paese e che non rappresentava intenzioni bellicose.

N. Chandrababu Naidu, il primo ministro o governatore dello stato Indiano dell'Andra Pradesh dove ci troviamo, ha detto che Baba non Ŕ soltanto un uomo giusto e santo, ma un politico molto esperto.
Il Sig. Naidu ci ha descritto ripetutamente di come avesse chiesto consiglio a Swami durante la trasformazione della capitale Hyderabad, in un centro altamente tecnologico dove le compagnie americane quali la Microsoft e l'Oracle ora impiegano migliaia di programmatori di computer .Il Sig. Naidu continua dicendo:
'Con le donazioni ricevute da tutto il mondo, Baba ha costruito due ospedali nelle vicinanze che provvedono alla cura gratuita degli ammalati non abbienti.
Sta spendendo 50 milioni di dollari per la costruzione di un acquedotto per l'approvvigionamento di acqua potabile e per l'irrigazione.'

Ma nonostante tutto l'interesse che Swami ha per la tecnologia, egli si rifiuta di usare l'e-mail e perfino di sollevare la cornetta del telefono.
" Non desidera avere corrispondenza con alcuno, per questo non adopera
nemmeno il telefono" disse il Primo Ministro e con una punta di irritazione aggiunse:
"Tutti devono venire qui.