DISCORSO DIVINO

Conducete una vita virtuosa per guadagnare la grazia di Dio

2 ottobre 2000

La luna illumina la notte;
il Sole illumina il giorno;
Nei tre mondi,
la virtù è la sorgente di ogni luce
ed un buon figlio da fama alla famiglia.


Incarnazioni dell'Amore!
La luna dirada il buio della notte. Il sole ci mostra la strada e ci guida durante il giorno verso il nostro destino. La virtù spande la sua luce sul cammino dell'umanità in ognuno dei tre mondi. In una famiglia possono nascere molti figli, ma non tutti ne terranno alto il nome. È solo il "Suputra" (figlio virtuoso) o un buon figlio, che porta nome e fama alla sua discendenza. Un buon figlio deve essere l'ideale in tutti gli aspetti della vita. La sua vita e quella di coloro che gli sono vicini, vengono rese nobili dalla sua buona condotta.

Un buon figlio è come una luce nella strada. Con una mente che non vacilla e una visione stabile, egli percepisce il Creatore in tutta la Creazione, aiutando in questo modo se stesso e gli altri. Così è stata la vita ideale di molti buoni figli nel corso degli anni. Nei tempi antichi le persone, anche se materialmente non erano molto solide, avevano molta fiducia in se stesse e custodivano in ogni momento questa "Atma - Jyothi".

Sfortunatamente in questa epoca di Kali (Kali Yuga), l'uomo ha acquisito grande fama, ricchezze e comodità, ma ha perso la pace e il senso della sicurezza. La ragione di queste spiacevoli cose è la mancanza di pazienza e comprensione tra i membri di una famiglia che vivono nella stessa casa.
Perché all'uomo mancano queste due fondamentali qualità?

La crescita dell'egoismo e l'uso dell'intelligenza solo per i propri interessi personali, ha portato a questo declino. Oggi, questi due valori non si trovano più nelle famiglie. Per questo le persone vivono continuamente arrabbiate dall'alba al tramonto. Non c'è unità e coordinazione tra i figli di una stessa famiglia. Pertanto ognuno va per la propria strada e sebbene tutti siano nati come essere umani, conducono una vita peggiore degli animali. Di fatto gli animali sono migliori perché hanno una ragione e una stagione.

L'uomo diventa ogni giorno più egoista e non pensa assolutamente a contribuire alla felicità degli altri. La pazienza e la comprensione sono forze vitali per un uomo. Un uomo senza queste qualità può essere considerato senza vita. Anche dopo aver fatto una bella carriera e aver accumulato tante ricchezze, cosa può dire di aver ottenuto? Ciò che ogni uomo in una famiglia dovrebbe sperare di ottenere, sono le due virtù della pazienza e della comprensione.

Oggi chi costruisce una casa lo fa pensando esclusivamente alla propria famiglia. Non era esattamente così nei tempi passati. Cinque o sei famiglie vivevano insieme in una piccola capanna che per questo diventava un focolare (home). C'è una grande differenza fra casa (house) e focolare (home).
Quando c'è tolleranza e comprensione tra i membri di una famiglia allora la casa é un focolare, se queste due virtù mancano allora la casa è solo una costruzione dove la famiglia passa il suo tempo. In questo ultimo caso la casa (bhavanam) diventa una foresta (vanam).

Questo è quanto è successo a Dasaratha. Egli aveva fatto molti sacrifici (Yajnas e Yagas) e aveva generato molti figli, ma non c'era né tolleranza né comprensione tra le sue tre mogli. Per questo egli dovette fronteggiare una fine miserevole nella agonia della separazione da Rama.

La stessa cosa accadde a Uttanapada. Anche nel suo caso non c'era assolutamente tolleranza e comprensione tra le sue due mogli che litigavano continuamente di fronte al re perché questi mostrava il suo affetto per Dhruva; tutto questo rattristò il tenero cuore di Dhruva. Egli salutò sua madre e, dicendo che sarebbe ritornato dopo essersi guadagnato la Grazia di Dio, partì per la foresta abbandonando ogni comodità e meditando a lungo su Dio. In questo modo tenne fede alla parola data a sua madre.

In tutte le famiglie, gioie e dolori nascono solo dalla mancanza di pazienza e comprensione. Il mondo è un continuo alternarsi di gioie e dolori. Il piacere può essere apprezzato sono quando se ne è andato il dolore. I momenti favorevoli si susseguono a quelli sfavorevoli e viceversa.

Oggi ci sono figli che non hanno alcun rispetto dei loro genitori. Essi non accettano che i loro genitori sono quelli che gli hanno dato la vita e che li hanno allevati affrontando sconforto e sacrifici. Essi sono in attrito coi genitori mentre contemporaneamente pregano Dio. Questa non può essere considerata vera devozione. Potranno mai avere la liberazione con una devozione di questo tipo? Cosa è la liberazione? Solo gli sciocchi pensano che il ritorno a Dio dopo la morte sia liberazione. Non è così. Essere felici eliminando il dolore è la vera liberazione. E' soddisfare la fame dei poveri e dare soccorso ai bisognosi.

Mukthi (Liberazione) è la sconfitta di ogni difficoltà, dolore, dispiacere, attaccamento, assicurandosi la felicità, il conforto, la pace e la beatitudine. Non è una strana destinazione da raggiungere. Rimuovere l'ansia di tutti e riempire i loro cuori di pace suprema è la vera liberazione (Mukhti). Liberazione (Mukhti) è anche essere liberati dai propri dispiaceri. Ma questo tipo di liberazione, così sottile e alla portata di chiunque lo voglia, è totalmente ignorata dall'uomo. Egli pensa alla Liberazione come a qualcosa che avviene dopo la morte. Ma invece questo tipo di Mukhti deve e può essere sperimentata mentre si è ancora in vita.

Yashoda si lamentava perché Kamsa aveva portato via suo figlio Krishna che non era più tornato. Essa sentiva di non riuscire a sopportare le difficoltà e desiderava ardentemente la Mukhti. Sentendo questo, Krishna tornò indietro ed essa fu portata all'estasi. Mukhti è ciò che da felicità ad una persona.
Questo tipo di liberazione in questo mondo è disponibile solo per gli esseri umani.

La vita dell'uomo anche quando è sacra, virtuosa e degna di lode è corta.
In quel limitato intervallo di tempo che costituisce la vita, l'uomo deve impegnarsi in buone azioni. Ci sono tante buone attività che possono essere fatte durante la vita! Con la sua intelligenza, l'uomo può realizzare qualunque cosa. Quando è determinato, egli può toccare il cielo e conquistare il mondo. Ma oggi l'uomo sta sprecando tutta la sua forza.

Qual è la ragione di ciò? Egli sta perdendo la sua padronanza per correre dietro ai sensi. Più ci si abbandona ai sensi , minore è il tempo che ci viene concesso di vivere. L'uomo di oggi sta perdendo ogni sua forza fisica e conseguentemente distruggendo ogni sua forza interiore. Per restare immortali e conservare la propria gioventù, occorre mantenere sempre sotto controllo l'energia dei sensi. Non ci devono essere attaccamenti fisici.

Se invece l'uomo perde il controllo dei propri sensi e sviluppa attaccamenti al corpo, quale sarà il suo impegno? Queste due cose possono essere paragonate a due buchi in una brocca piena di acqua. L'acqua viene versata nella brocca, ma questa si prosciuga rapidamente. Allo stesso modo, la brocca del nostro cuore viene riempita con la dolcissima Grazia di Dio.

Si dice " Shuvanthu Visve Amrutasya Putraha " (voi siete i figli dell'immortalità). Quando si cade sotto l'influenza dei sensi allora diventate "Anruthasya Putraha" (figli della menzogna). L'uomo deve sostenere il suo cuore. Ma senza tolleranza e comprensione, fa solo buchi in esso. Di conseguenza l'intervallo della sua vita diminuisce. In questo intervallo limitato, che azioni può fare? Come può lavorare per il benessere della Società?

La forza data da Dio dovrebbe essere usata correttamente attraverso i satsangha (buone compagnie), satpravarthana (buona condotta) e seva (servizio alla società). Solo così la vostra forza potrà crescere.
L'uomo invece sta distruggendo la sua forza senza limiti attraverso la sensualità.

Arjuna una volta chiese a Krishna "Come posso conseguire la Divinità?"
Krishna rispose che egli (Arjuna) non riusciva a essere equilibrato a causa della sua mente continuamente agitata. Solamente una fede incrollabile in Dio avrebbe potuto conferirgli la stabilità. Una persona agitata ha sempre dei dubbi. Quando i dubbi crescono oltre ogni limite, la persona diventa un uomo cattivo. Un cuore puro non dubita mai. Il cuore diventa impuro a causa della impurità dei dubbi. Si comincia con il dubitare della propria madre.
Come può la tolleranza e la comprensione trovare posto in individui del genere?

Oggi ogni atto di un uomo è pieno di egoismo. L'egoismo è penetrato nei pensieri, nelle parole e nelle azioni. L'uomo vive come una marionetta nelle mani demoniache dell'egoismo. Come si può progredire se si è sotto il controllo dell'egoismo?

Una persona che non sia egoista riesce sempre vittorioso qualunque cosa faccia. I Pandavas dovettero affrontare molte difficoltà e umiliazioni, ma riuscirono vincitori a causa della loro incrollabile fede in Krishna.
Analogamente, nei tempi passati la gente coltivava la fiducia in se stessi, la consapevolezza, la tolleranza e la comprensione. Essi erano soliti vivere come fratelli e sorelle. Ma nel mondi di oggi è diventata una abitudine negare ciò che gli altri affermano. Discutere per raggiungere la Verità è una buona cosa, ma discutere solo per negare ciò che altri affermano è una grande sciocchezza. Eccovi un esempio.

Un grande saggio di nome Panchashikha giunse un giorno alla corte di Janaka.
Un saggio alla corte di Janaka disse che sarebbe stato in grado di negare tutto ciò che il Panchashikha avrebbe affermato. Panchashikha sorrise e accettò la sfida. Egli pensava che era una vera sciocchezza negare ogni cosa. Solo chi ha studiato i Vedas e i Shastras è un vero saggio e una tale persona ha la mente molto equilibrata. Ma dal momento che questo matto sosteneva che avrebbe negato qualunque cosa egli avesse detto, egli non si sentiva troppo a suo agio alla corte del re Janaka. Allora fece una domanda:
"Signore! Voi siete nato da vostra madre, non è forse vero?!" Come avrebbe potuto il saggio negare questa affermazione? A causa di questo argomento, il re Janaka apprezzò la grande saggezza di Panchashkha.

Solo una persona senza pregiudizi può discutere in questa maniera.
Domande simili sono il solo modo per curare la stupidità della gente. Un uomo non diventa saggio solo perché ha letto i Shastras. Diventa saggio solo colui che sa capire l'unità nella molteplicità. Il grande poeta Tamil Nammalvar disse esattamente la stessa cosa: "La mente è testimone di se stessa.
Gli attributi sono i testimoni del corpo, Swami è testimone di tutto e la stupidità è testimone di uno sciocco."

C'era una volta un re che aveva un servitore. Un giorno il re si ammalò seriamente e il servitore, che il re considerava uno sciocco, si avvicinò per chiedergli se ci fosse stata qualche cosa che avesse potuto fare per lui. Il re rispose: "La vita concessami da Dio è giunta alla fine. Io sono pronto ad obbedire ai suoi comandi e a lasciare questo mondo."

Allora il servitore disse al re di attendere un momento e gli portò un cavallo per il viaggio! Il re sottolineò: "Stupido uomo! Né un cavallo, né un carro, né alcun altro tipo di veicolo potrà portarmi dove devo andare."
In risposta alla osservazione del re, il servitore disse:
"Ma voi avete detto che stavate per andare via, senza dirmi dove stavate andando né con che cosa avevate intenzione di andarci. Per questo lo sciocco non sono io, ma voi!"

Questo tipo di argomentazioni è oggi molto comune e porta alla perversione della intelligenza. In questa epoca di Kali gli uomini stanno sciupando tutta la loro intelligenza e sapienza per indulgere in inutili argomentazioni.

Questa mattina mentre tornavo dal Mandir, Ramana Rao (di Hyderabad) mi ha detto:
"Swami quando ci racconti dei giorni della tua infanzia ci fai molto felici.
Per favore ogni volta che fai un discorso narraci qualche cosa." Questo è il motivo per cui vi racconto queste cose della mia infanzia.

Kondamaraju e Subbaraju erano fratelli. Subbaraju morì giovane. Dopo la sua morte i suoi due figli andarono a vivere con i figli di Kondamaraju, che si chiamavano Peddavenkammaraju e Chinnavenkammaraju. Un giorno Kondamaraju mi disse: "Swami ho preso la decisione di separare questi quattro fratelli.
Che ne pensi?" Io risposi:" Mi sembra una decisione molto saggia, perché tra questi quattro familiari non c'è tolleranza e comprensione. Per cui sarà molto meglio separarli."

Kondamaraju mi chiese come io potessi sapere quelle cose. Io dissi: "Io posso ascoltare le loro parole, vedere le loro azioni, e percepire le loro intenzioni. Ti è abbastanza chiaro?" Kondamaraju seguì le mie parole, chiamò i quattro fratelli, e disse loro di andare vivere separatamente e felicemente. Egli disse loro: "E' bene che ognuno si prenda le proprie responsabilità e sia padrone della sua stessa vita."

Essi furono molto felici di accettare questa decisione perché le loro donne non andavano più tanto d'accordo. Distribuì tutte le sue proprietà tra i quattro fratelli. Essi chiesero a Kondamaraju chi avrebbe dovuto prendersi cura di lui e dove avrebbe voluto vivere. Kondamaraju disse: "Io non voglio niente. Datemi a Sathya. Egli è mia proprietà e si prenderà cura di me."

Allora avevo otto anni. Ero solito preparare il cibo molto presto il mattino, servirglielo e poi scappare a Bukkapatnam con i libri. In quei tempi non c'era alcuna scuola nel nostro villaggio. Quando all'una suonava la campana per il pranzo, io tornavo di corsa al villaggio, mangiavo un poco e di nuovo correvo a Bukkapatnam.

Kondamaraju si rese conto che questo era un grosso sforzo per cui mi pregò di portare il pranzo con me a Bukkapatnam e di non tornare al villaggio nell'intervallo. A quei tempi non esistevano contenitori di plastica o di acciaio ed anche i piatti di alluminio erano molto rari. Io ero solito avvolgere le palline di ragi in un tovagliolo per poter pranzare a scuola.

Quando suonava la campana tutti gli studenti provenienti da villaggi vicini (Kamata-nagapalli, Janakampalli, Puttaparthi, Kammarvaripalli) si radunavano vicino al serbatoio. Nei loro contenitori avevano riso, mentre io, che ero molto povero, avevo solo qualche pallina di ragi. Per mantenere alto l'onore della famiglia, ero solito tenermi lontano dal gruppo e mangiare separatamente. Tutti dovrebbero prendersi cura del prestigio della propria famiglia. Se vi comportate in modo meschino, la vostra famiglia ne trarrà una brutta immagine. Se gli altri mi avessero visto mangiare solo poche palline di ragi avrebbero pensato che io venivo da una famiglia povera.
Io non volevo recare danno al nome della mia famiglia.

Il giorno successivo dissi a Kondamaraju che sarei tornato a casa per mangiare anche se questo era molto faticoso. Si può trovare la felicità anche nelle difficoltà. Il piacere è un intervallo tra due dolori.
Senza dolore non esiste il piacere. Occorre impegnarsi duramente per godersi la felicità. Per fare un gioiello d'oro occorre prima fondere il metallo, poi martellarlo, tagliarlo, modellarlo e saldarlo. Solo dopo diventa un gioiello.

Pertanto dissi: "Nonno, io sono abituato a lavorare duramente. Non ci sono problemi. E oltretutto è un ottimo esercizio per Me!" Egli rispose:
"Questo esercizio è troppo pesante per un ragazzo di soli otto anni." Egli sentiva per me un grandissimo amore. Non voleva mai stare con qualche altra persona eccetto me. Tutto ciò che io dicevo era la Sua Verità Per questo motivo è morto molto serenamente.

Spesso Easwaramma insisteva perché andasse a stare con uno dei suoi quattro figli, almeno per qualche periodo di tempo. Essa gli diceva che essi erano pronti a servirlo e gli chiedeva se non avessero meritato di servirlo.
Anche in queste occasioni respingeva l'offerta dicendo che aveva Sathya con lui e che non desiderava avere nessun altro. Egli aveva una fede totale in Me.

Dopo l'inaugurazione del nuovo Mandir il 23 Novembre 1950, Kondamaraju era solito venire ogni mattina e ogni sera a trovarmi. Io gli dissi: "Perché ti sforzi a camminare in questo modo? Resta a casa, verrò io a trovarti!"
Egli rispondeva che questo era un buon esercizio per la sua età. Mi stava ripagando con la stessa moneta che avevo usato in passato. In quei giorni aveva 112 anni, ma anche a quella età era molto in gamba nel camminare.
In quel periodo io avevo l'abitudine di masticare Paan dalla mattina alla sera.

Un giorno offrii a Kondamaraju delle noci e della polvere di noce. Egli respinse la polvere dicendo che i suoi denti erano ancora buoni. Prese le noci e le schiacciò immediatamente. Non usò mai gli occhiali e poteva camminare anche per lunghe distanze.

Le persone anziane di quei tempi erano molto forti perché avevano un pieno controllo dei sensi. Non avevano attaccamenti al corpo e vivevano per compiere il loro dovere. Persone del genere erano presenti in tutte le famiglie.

Per questo motivo Thyagaraja cantò in questo modo alla corte del Re di Tavancore: "Endaroo mahanubhaavuulu. Andariki vandanamulu!" (Esistono molte grandi anime. I miei saluti a tutte queste.) In tempi ancora antecedenti erano soliti offrire i loro saluti a tutta la platea dei presenti.

I nostri studenti oggi iniziano sempre con 'Fratelli e sorelle'.
Queste sono parole prive di significato. Come potrebbero persone anziane essere vostri fratelli o sorelle? Sono solo parole artificiali! In una di queste riunioni, una volta, qualcuno si alzò e domandò allo speaker: "Tu mi hai chiamato fratello. Poiché io sono povero dammi una parte delle nostre proprietà!" Dividerà forse lo speaker le sue proprietà? Egli chiama tutti fratelli e sorelle senza alcuna intenzione. Ma allora perché usa le parole 'Fratello e sorella? Questo uso è diventato artificiale.

Io non amo molto queste parole artificiali. Per questo mi rivolgo sempre a voi chiamandovi 'Incarnazioni d'Amore'. L'Amore è una mia proprietà ed è lo stesso che è dentro di voi. Per questo vi chiamo "Incarnazioni di Amore". Io non sono mai il padrone. Io sono un servitore - servitore dei devoti.
Io sono sempre coi devoti, cercando di esaudire i loro desideri.

Eccovi un piccolo esempio. Voi non venite da Me per prendere Namaskar.
Sono io che vengo da voi a darvi il Namaskar. Cosa vuol dire tutto questo?
Io sono vostro. Non c'è bisogno che vi alziate e veniate da Me. Io verrò da voi. Mi prenderò carico di tutti i vostri problemi. Così vi dimostrerò, in pratica, tutto ciò che affermo. Anche voi dovete fare allo stesso modo.

Lo studio più appropriato della Umanità è l'uomo. Deve sempre esservi unità di pensiero, parole e azione. Soprattutto gli studenti devono capire questo. Non è sufficiente pregare Durga, Lakshmi o Saraswathi nei poemi e nelle canzoni. Se coltivate buone qualità, voi stessi diverrete Lakshmi. Una volta che controlliate i vostri sensi, diverrete Lakshmi. Se direte soltanto la Verità diverrete Saraswathi. Un altro nome di Saraswathi è Bharati.
Alcune persone sostengono che il nostro paese si chiama Bharath in onore di Jada Bharatha o del fratello di Rama. Ma chi li chiamò così? Ci deve pur essere una ragione per i loro nomi. La base è Saraswathi e cioè Bharathi.

Brahma è il creatore, ma chi sostiene la creazione è Saraswathi.
Bharathi è il suo nome. Questo paese ha preso il nome da lei. Ma questo fatto non è universalmente noto. La cultura Indiana ha moltissimi di questi segreti. Ma nessuno si sforza di conoscere i segreti contenuti nei Vedas, nelle Shastras e nei Itihaasaas.

La pazienza e la comprensione sono due virtù molto importanti. Una famiglia dove queste qualità siano assenti non è mai in pace. Potrà anche capitare qualche momento di pace, ma si tratta solo di momenti. Chi è paziente e comprensivo è felice in modo continuo. I desideri, che stanno sempre più ingigantendosi, sono la radice di fondo del declino di queste valori.
Ogni desiderio non soddisfatto fa nascere un dispiacere che continuerà a crescere.

Si dice : "Essere nati è un fastidio. Essere sulla terra è un fastidio; il mondo è la causa di ogni fastidio e della morte; l'intera fanciullezza è un fastidio, come pure la tarda età. Vivere è un fastidio; il male è un fastidio; tutte le azioni e le difficoltà sono dei fastidi; perfino la felicità è un misterioso fastidio."

Come può un uomo essere privo di ansie, dal momento che si trova sotto questo albero di tamarindo dei fastidi? Riempiendosi di pazienza e comprensione possiamo rendere dolce la nostra vita, il nostro parlare, il nostro modo di vedere e di ascoltare.

Quindi se il nostro essere interiore è pieno d'Amore, questi si manifesterà nelle nostre azioni quotidiane. Non dobbiamo mai lasciare spazio a vizi come l'odio e la gelosia. Io mi sento molto felice di fronte alla felicità e alla prosperità degli altri. Non sono mai stato geloso in tutta la mia vita.
Come potrebbe la gelosia penetrare nel mio cuore se esso è pieno d'Amore?

Se qualche volta sembro arrabbiato è solo per correggere voi. Se vi parlassi con la solita dolcezza non dareste molto peso alle mie parole. Se vi dico severamente: "Andate indietro!" voi vi spaventate e dite che sono arrabbiato. Ma non è rabbia la mia, è solo un cambio di tono. Io non ho né rabbia, né odio, né gelosia, né nessun altra cattiva qualità! Se avessi queste cattive qualità, perché mai tanta gente verrebbe qui da tanti Paesi?
La ragione di tutto questo è il mio Amore. Io vi inondo d'Amore e non respingo mai il vostro; questo è il mio importante dovere.

Questa sera sono venuto con l'intenzione di parlarvi, ma tossivo in continuazione e tutti gli studenti si sono meravigliati di come io riuscissi a parlare. Ma dal momento in cui ho incominciato a parlare tutti i miei disturbi sono scomparsi. Io sono sempre in salute ma tali cose possono accadere in questo mondo materiale. Per quanto un uomo possa essere intelligente, istruito e grande egli si trova sempre immerso nei pensieri e nei desideri del mondo.

Avere attaccamento al corpo e ai sensi fa parte della natura umana. Una persona con tali sentimenti è soggetta a molte malattie e difficoltà.
Molta gente mi chiede: "Swami, perché non porti gli occhiali? Eppure sei abbastanza vecchio"! Io rispondo loro: "Mi avete mai visto indossarli? Allora perché me lo domandate? Io non ne ho bisogno perché ci vedo perfettamente.

Molta gente mi chiede il permesso per farsi operare agli occhi. Ma io dico loro che un solo occhio è sufficiente a vedere il mondo! Non si perde niente perdendo soltanto un occhio. Analogamente, un orecchio è sufficiente per ascoltare ogni cosa. In realtà, ciò che serve per vedere Dio è l'occhio della saggezza. Perché mai la gente chiude gli occhi quando si trova in un tempio davanti a Dio? Perché gli occhi fisici non servono a niente quando si tratta di vedere Dio; gli occhi fisici servono a vedere il mondo, e questa è la visione esteriore. Quell'altra invece è la visione interiore.

Quando vivete nel mondo la visione esteriore è essenziale, ma non guardate il male, non ascoltate il male, in special modo le critiche di altri.
Criticare gli altri è il peggiore dei peccati. Non criticate né biasimate nessuno, non mettete mai in ridicolo qualcuno. Parlate a voce bassa e dolcemente a tutti. Questo è ciò che dovete fare.

La tolleranza e la comprensione sono essenziali. Solo allora l'uomo può essere illuminato. A che serve avere tolleranza se poi non la si mette in pratica nel modo giusto? Quando in una casa muore qualcuno, la gente conforta chi ha subito la perdita facendo domande sul defunto. Ma tali domande danno sollievo soltanto temporaneo. Se invece voi dite la verità e cioè che tutti devono, prima o poi affrontare la morte, essi credono che voi siate spietato. Se parlate con tono piacevole essi crederanno che siate gentile.

Quando la gente mi racconta di morte o malattie, io dico: "Molto bene, sono felice". Un uomo rimase male per questo e mi chiese: "Tu mi dici di essere felice mentre io sto morendo?" "La morte è inevitabile. Se non è oggi, un giorno o l'altro arriverà!
Solo la Verità garantisce la vera felicità e quindi io dico sempre la verità!" Quando io gli risposi così egli mise il suo cuore in pace.

Lo studente precedente ha detto: "Seguite il Maestro". Ma chi è il Maestro?
E' il vostro cuore. Affrontate il demonio - tenetevi lontani dal male.
Combattete fino alla fine - provando fino alla fine. Terminate il gioco. La vita è un gioco, uscitene vittoriosi. Questo è il vero significato sebbene diverse persone lo interpretino in maniera differente. Le giuste medicine devono essere date individualmente a ciascun paziente.

Quando quattro diverse persone tutte con il mal di stomaco vanno dal dottore, questi prescrive quattro diversi trattamenti: acqua calda, bicarbonato di sodio e solfato di magnesio, sale e infine un'operazione.
L'ultima persona potrebbe pensare che il dottore sia parziale. Ma solo il dottore sa perché ha dato quel trattamento ad ognuno. Chi è il dottore?
Il dottore è Dio stesso.

Alcune difficoltà possono nascere quando i sensi non sono coordinati.
Eccovi un esempio: una volta un ragazzo che soffriva di diarrea si rivolse al dottor Alreja. Alreja è una gran buona persona e lavora con molta pazienza.
Sebbene abbia novant'anni egli va tutti i giorni all'ospedale.
Purtroppo ha dei problemi d'udito. Nonostante abbia l'apparecchio acustico non sente molto bene. Il ragazzo si lamentava di avere la diarrea, ma il dottor Alreja capì che si trattava di costipazione e gli prescrisse un purgante.

Tali errori possono nascere quando il dottore non ascolta correttamente il paziente. Ma poiché la cosa era stata fatta con buone intenzioni egli guarì immediatamente. Questo dimostra che qualunque cosa sia stata fatta con buone intenzioni, porta sempre buoni risultati.

Qualunque cosa io faccia, posso essere arrabbiato con voi, battervi o sgridarvi, ma è sempre fatto per il vostro bene e non per amor mio. Io non ho alcun desiderio per me stesso; tutto ciò che faccio è per il vostro bene.

Il discorso è terminato con il bhajan "Prema Muddita Manase Kao ...."


Prashanti Nilayam, 02 ottobre 2000
Festa di Dasara