DISCORSO DIVINO

Quantità e Qualità

18 luglio 1997

1a CONFERENZA MONDIALE GIOVANILE



Incarnazioni del Divino, ragazzi e ragazze,

la Verità è Dio. Solo con la Verità si può conquistare la pace, l’abbondanza e il benessere. Soltanto la Verità elargisce tutte le ricchezze del mondo. Non c’è Dharma più grande della Verità. L’edificio del Dharma ha le proprie fondamenta nella Verità. Non importa quali vie spirituali seguiate: la Verità è la più importante di tutte. In ogni luogo e in ogni epoca, la verità è assolutamente indispensabile per l’uomo. Il mondo si trova nel caos perché ha dimenticato la Verità. Tutta la creazione, esseri umani compresi, è nata dalla Verità e in essa tornerà a fondersi. Chi segue la Verità e la Rettitudine avrà sempre successo.

Non basta la forza delle armi, del coraggio, delle capacità e del talento; questi sono unicamente poteri terreni ed esterni, mentre il potere della Verità è supremo. Sostenere la Verità e la Rettitudine è dovere sacrosanto dell’uomo.

Egli dovrebbe riconoscere l’importanza della coerenza di pensiero, parola e azione.

Voi forse pensate che riferire quanto avete visto significhi Verità. Non è così. Supponete di vedere una persona che, in una scena, interpreta il ruolo di un re. La vedete sul palco con la veste regale e la corona. Poi però, una volta terminata la commedia, rivedete la medesima persona nei suoi panni. Quale delle due parti è quella vera? È la parte che aveva in scena o quella fuori? Se analizzate a fondo la questione, scoprirete che ciò che è mutevole può essere definito dato di fatto, ma non Verità.

La Verità, infatti, rimane sempre inalterata. Nel termine Sat-e-yam, sat sta per vita, e sta per cibo e yam significa sole. Il cibo è indispensabile per ogni essere vivente; il sole fa imbiondire le messi che costituiscono la vita per tutti.

Il sole e la luce non cambiano mai. Satyam sta per energia che sostiene la vita. Leggendo la parola Satya, Sa-ta-ya al contrario, si ottiene ya-ta-sa. Ya denota la disciplina interiore ed esteriore come parte di Tapas o ta. Facendo tapas si raggiunge la Divinità o Sa. Il tapas consiste nella triplice purezza di pensiero, parola e azione. Non siamo in grado di conoscere le nostre stesse potenzialità.

Il Divino è presente sia nel microcosmo che nel macrocosmo. Ogni cosa è una combinazione di atomi.

Nonostante tutta la vostra istruzione ed erudizione, non siete capaci di realizzare la Divinità interiore.

Tutto ciò che studiate riguarda il mondo materiale e la materia densa.

Se volete una felicità veramente duratura, potete riceverla solo attraverso l’unione con Dio. Dio e onnipervadente. Perché dovreste cercare Dio quando è dentro di voi? Il corpo è come una bollicina e la mente è simile a una scimmia pazza. Non seguite loro, ma soltanto la vostra coscienza che è Satya, il principio di Verità. Se il vostro cuore è puro e vi dedicate ad azioni pure, sperimenterete la manifestazione di Dio.

Spesso dite di non avere Shânti, la pace. Perché? Perché moltiplicate i vostri desideri. Solo chi è privo di desideri è in pace. Dovete nutrire solo buoni pensieri e progredire trascendendo tutti i pensieri, raggiungendo lo stato in cui la mente non esiste. La mente è solo un coacervo di pensieri. I desideri sono come una bagaglio durante un viaggio: più si viaggia leggeri, più comodo sarà il viaggio. Anche nel viaggio della vita il bagaglio dei desideri andrebbe ridotto.

Dovreste condurre una vita ineccepibile per moralità e carattere. Dichiarano le Upanishad: “Dì la Verità”. Questo è l’aspetto pratico del precetto. C’è poi quello dharmico o virtuoso: bisogna dire la Verità in modo dolce e gradevole. Infine, c’è l’aspetto spirituale: dovreste evitare di dire la Verità quando può ferire, ma, nel contempo, non dovreste dire neanche una menzogna per compiacere qualcuno. Sappiate distinguere tra Verità e falsità. Sul cartellone c’è scritto: “La Verità è Dio”. Non basta; dovreste imprimervelo nel cuore.

La Verità è immutabile ed eterna. La gente odierna, però, non ha questa convinzione. Dovreste stare in compagnia dei buoni, perché questo vi aiuterà ad avere buoni pensieri da tradurre poi in azioni.

Ragazzi e ragazze,

state sprecando il vostro tempo che è divino. Dio è descritto come il Signore del tempo. I quattro giorni che avete trascorso qui non sono che una piccola frazione di tempo. Lo stesso individuo passa attraverso vari stadi in cui è chiamato ragazzo, adulto, vecchio, ecc. Il tempo è Dio, perciò non sprecatelo. Parlar troppo è uno spreco di tempo. Quando accendete la radio e ascoltate i programmi inutili, sprecate energia elettrica. Il corpo è come un radioricevitore. Cantare il Nome e la Gloria di Dio è utile, ma quando indulgete in chiacchiere inutili sprecate energia. Anche nel compiere cattive azioni si spreca energia, con le pericolose conseguenze che ne derivano. Aderendo ai due ideali gemelli di Satya e Dharma, potete santificare la vostra vita ed evitare lo spreco della preziosa energia di cui siete dotati.

Invece di predicare gli ideali, cosa inutile, perché gli ideali sono già lì, metteteli piuttosto in pratica. Il predicare è un fatto di “quantità”, mentre il mettere in pratica è un fatto di “qualità”. La qualità è sempre importante. Un cucchiaio di latte di mucca è di gran lunga migliore di un barile di latte d’asina. I giovani dovrebbero evitare le distrazioni e concentrarsi sulla pratica dei valori umani. Io consiglio sempre di evitare sprechi di tempo, di energia, di cibo e di denaro. I giovani cominciano a lavorare e guadagnano dei soldi; dovrebbero però farne un buon uso. Il cibo è Dio, il tempo è Dio: dovreste quindi stare attenti a non sprecarli.

Siate buoni, vedete il bene, ascoltate il bene, parlate bene e fate bene. Questa disciplina ha come base i buoni pensieri, il che implica il controllo della mente. Dovete compiere ogni azione come offerta a Dio. Uno dei mezzi per raggiungere la stabilità mentale è la meditazione. C’è bisogno di concentrazione per ogni azione: per camminare, parlare, leggere, ecc. Dovete concentrarvi unicamente su Dio. Trasformare il lavoro in adorazione è come meditare. Quando avrete il sentimento della Divinità in voi, non potrete né pensare, né vedere, né ascoltare, né profferire, né fare cose cattive.

Avere piena fiducia nella Divinità interiore significa avere fiducia in sé stessi. Queste sono le fondamenta su cui devono essere erette le mura della propria soddisfazione, con il sacrificio di sé come tetto, affinché l’edificio della realizzazione spirituale sia completo.

Nel Vedanta si esorta l’uomo a chiedersi: “Chi sono Io?” Comprenderete che il corpo, la mente e l’intelletto sono meri strumenti. La lettera singola “I” (io) rappresenta il Sé interiore Âtma, mentre la parola di tre lettere “eye” (occhio) si riferisce al corpo.

Voi siete i padroni di questi strumenti e dovreste farne buon uso. Dovreste usare la mente con attenzione, orientandola nella giusta direzione. Proprio come un pezzo di stoffa è un ammasso di fili, così la mente è un’accozzaglia di pensieri. Se togliete fili non vi sarà più stoffa; rimuovendo i pensieri non ci saranno più né mente né preoccupazioni.

Metto spesso in evidenza che voi non siete uno, ma tre persone: ciò che credete di essere (il corpo), ciò che gli altri pensano che voi siate (la mente) e ciò che veramente siete (lo Spirito). Nutrendo pensieri puri, il vostro cuore si riempirà d’amore ed irradierà i valori umani. Nel termine man, la m sta per mente, la a per anima e la n rappresenta la fusione delle due; essa indica anche il Nirvana o Liberazione. Il Buddha intraprese delle ricerche spirituali, ma alla fine si rammaricò di aver sprecato la vita in tali ricerche esteriori, poiché comprese di avere tutto in se stesso.

L’uomo dimentica la Divinità interiore e indulge in inutili esercizi. I cinque soffi vitali sono chiamati pañchaprânâ. In realtà, i cinque Valori Umani (Verità, Rettitudine, Pace, Amore e Non Vilenza) dovrebbero essere considerati i veri cinque soffi vitali (Prâna, Apâna, Udâna, Samâna e Vyâna).

Poiché i Valori costituiscono il respiro vitale, chi non li manifesta nelle proprie azioni è come un corpo senza vita.

Si può fare un esempio a riguardo con i cinque elementi base che sono: la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria e lo spazio. La terra possiede le cinque qualità sensoriali, cioè il suono, la tattilità, la forma , il sapore e l’odore. È perciò assai pesante e non può espandersi. L’acqua possiede tutte le altre qualità tranne l’odore e può espandersi maggiormente rispetto alla terra. Il fuoco ne ha solo tre: il suono, la tattilità e la forma e si espande più dell’acqua. L’aria è dotata di due sole qualità: il suono e la tattilità e tende a occupare tutto lo spazio attorno. Lo spazio o etere ha un solo attributo, il suono, ed è onnipervadente. Dio, che è privo di attributi, è presente ovunque e in ogni oggetto.

I giovani d’oggi dicono: “Dov’è Dio? Voglio vederLo e toccarLo”. Siete consapevoli dell’esistenza dell’aria perché non potreste vivere senza respirarla. Potete tuttavia vederla o afferrarla? Allo stesso modo Dio è ovunque. Benché non riusciate a vederLo, non potreste vivere senza di Lui. Dio è coscienza.

Gli esperimenti insegnano che due parti di idrogeno e una di ossigeno si aggregano per formare l’acqua. Presi separatamente, entrambi gli elementi sono infiammabili, ma, aggregandosi, formano l’acqua che serve a estinguere il fuoco.

Ci sono due entità: la forma e il senzaforma. Nel ghiaccio, che è dotato di forma, c’è l’acqua che è informe. Solo quando la forma e il senzaforma si uniscono, si ottiene la liberazione. È un po’ come per le molecole di idrogeno e di ossigeno che, combinandosi nella giusta proporzione, danno l’acqua.

Solo gli esseri umani hanno la capacità di comprendere la coscienza di cui tutto ciò che esiste è pervaso; a nessun animale è dato l’uso di queste facoltà, che è di natura divina. Da questa facoltà divina voi ricavate la “coscienza” che si limita al corpo. Quando si usa il termine “conscio”, s’intende riferirsi ai sensi. Ovunque c’è coscienza. Nell’uomo esistono tutti e tre questi stati (coscienza del corpo, coscienza nei sensi e consapevolezza della coscienza). Dall’identificazione col corpo dovete elevarvi alla coscienza del puro Sé.

È la coscienza che vi ammonisce quando prendete la strada sbagliata. Non dovreste mai assecondare pensieri che non siano conformi a ciò che la vostra coscienza vi suggerisce, giacché “si diventa ciò che si pensa”.

Giovani, dovreste modellare la vostra vita seguendo il sentiero della bontà, mettendo in pratica gli ideali della Verità e della rettitudine e crescendo spiritualmente. Oggi non si attribuisce importanza alla spiritualità, ma alla tecnologia, che non è altro che “truccologia”. I suoi benefici sono temporanei, mentre, a lungo termine, essa diventa pericolosa. Anticamente ci si atteneva alla Verità e alla Rettitudine e non c’era paura. Oggi la scienza ha fatto progressi, ma i sensi sono degenerati.

La scienza è un semicerchio, mentre la spiritualità è un cerchio completo. Dichiara un detto vedico: “Quello è pieno. Questo è pieno. Questo pieno è venuto da quel pieno e ciò che resta è ancora pieno!” C’è un limite a tutto. Gli scienziati hanno scoperto la bomba atomica e la bomba H, sprecando ingenti somme di denaro per creare strutture di distruzione di massa. Tutto quel denaro potrebbe essere usato per il benessere dell’umanità. Se avete sentimenti di fratellanza, non occorrerà aver paura e costruire ordigni nucleari.

Nel Mahâbhârata, troviamo i cinque fratelli Pândava, il maggiore dei quali è il Dharmarâja. In ordine di età, seguono Bhîma, Arjuna, Nakula e Sahadeva. Per analogia,abbiamo oggi l’America e la Russia sia, superpotenze in campo tecnologico e in potere distruttivo. L’India, invece, è come il Dharmarâja. Sebbene Arjuna e Bhîma fossero più forti e valorosi di Dharmarâja, si inchinarono sempre al suo cospetto.

L’India è la terra che attualmente sta sostenendo il Dharma. Chi rispetta il Dharma non ha bisogno di attaccare o colpire qualcuno. Non gli occorrono pertanto armi distruttive.

Il Dharma è l’arma. La Verità è il sentimento che bisogna avere. La Verità è comune a tutti i paesi del mondo. Se metterete in pratica la Verità e la Rettitudine non vi occorreranno le bombe.

Alla fine delle preghiere e dei bhajan cantiamo sempre: “Shânti, Shânti, Shânti!” Perché si canta Shânti tre volte? Per invocare la pace per il corpo, la mente e l’anima. Non può esserci pace spirituale senza pace del corpo e della mente: ecco perché si invoca la pace di tutti e tre.

Dovreste ridurre al minimo le vostre parole. Parlando troppo ci si può allontanare dalla Verità. Ecco perché gli antichi dicevano: ”Meno parole, più lavoro!” L’amore deve essere l’indispensabile corrente sotterranea che anima le vostre parole e le vostre azioni. Parlare con amore é Verità e agire con amore è Rettitudine. Ciò vi porterà alla Pace.

Seguite il principio dell’Amore! Dio è Amore, vivete nell’Amore. L’amore odierno è inquinato: c’è bisogno di amore puro. Con gli stessi occhi vedete vostra madre, vostra moglie, vostra figlia, ecc. Sebbene gli occhi siano gli stessi, la visione cambia. Vedete la madre con rispetto, la moglie con attaccamento e la figlia con affetto. I sentimenti sono diversi. Come provate disappunto se qualcuno infastidisce vostra sorella, così anche agli altri dispiace se importunate delle persone a loro care. Assimilate bene questo principio di unità.

Generalmente gli studenti sono bravi ragazzi, ma il loro comportamento varia a seconda dell’ambiente in cui si trovano. Il celebre scienziato Einstein fu l’autore di grandi scoperte scientifiche, ma nell’ultimo periodo della sua vita cominciò a comprendere la Verità e si dedicò allo studio della Bhagavad Gîtâ. Ripeteva sovente: “ Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!” Che cosa significa buona compagnia, Sat-sang? Sat è la Verità, cioè Dio. Ciò significa che dovreste essere uniti a Dio. Satsanga non significa partecipare ai bhajan. Se realizzerete la vostra realtà divina non avrete più problemi. Quando il Mahâtma Gandhi decise di andare a studiare in Inghilterra, sua madre non apprezzò l’idea; Gandhi capì che la donna temeva che la sua sobrietà e la sua purezza di condotta ne sarebbero state compromesse. Egli così le promise di non bere, di non fumare e di non aver contatti con le donne. Mantenne le tre promesse e ritornò con i suoi principi morali intatti.

Oggi le madri stesse incoraggiano i figli ad andare all’estero senza preoccuparsi di quale sarà il loro comportamento. Dovreste sentirvi uniti a tutta l’umanità. Dovunque siate, non odiate nessuno.

Goldestain ha ricordato i 2.000 delegato stranieri che hanno preso parte a questo Congresso, omettendo completamente i numerosissimi delegati indiani. Dovreste considerare il mondo intero come un solo edificio, nella quale le diverse stanze rappresentano i vari paesi. Sviluppate questo sentimento di unità. La lezione principale della spiritualità è convivere e condividere in unità. A Swami non piace la parola “religione”, di cui si fa spesso un uso errato. La religione ha lo scopo di mostrarvi la vostra realtà divina. La gente invece nutre sentimenti separatisti e settari, come il sentirsi mussulmani, cristiani, sikh, ecc. L’amore non fa distinzioni: esso è alla base di tutti i valori umani e dovreste tradurlo in pratica col massimo zelo per giustificare il vostro diritto di appartenere all’umanità. Dopo essere venuti qui dovreste ripartire svuotati di pensieri e sentimenti negativi.

Prashânti Nilayam è come un’officina dove si riparano tutte le parti di un’automobile che viene restituita ai legittimi proprietari con nuove gomme, nuovi pezzi e nuova verniciatura. Voi che siete venuti qui dovreste eliminare tutti i cattivi pensieri e le abitudini negative come la falsità, ecc. e ritornare come nuovi, in modo che gli amici e tutte le altre persone notino la vostra trasformazione e si sentano felici grazie al vostro comportamento migliore. Così contribuirete anche voi al progresso della nazione.

Parlate con dolcezza e gentilezza. Usando accenti aspri persino con vostra madre finirete col rovinare voi stessi. Considerate la madre, il padre, l’insegnante e l’ospite come Dio. Rispettate i genitori anche dopo esservi sposati, poiché essi vi hanno messi a mondo e vi hanno allevati. Voi scegliete la moglie, ma non la madre. È alla madre che dovreste dare il primo posto. Rivolgetevi a lei con dolcezza, delicatezza e rispetto. Cercate anche di influenzare amici e parenti, ispirandoli a trasformarsi e a rendere significativa la loro vita per mezzo del servizio altruistico. Che cos’è il sevizio? È fare il bene e dividere la conoscenza con gli altri senza egoismo.

Spesso molti Mi invitano a visitare i loro paesi. Preferisco non uscire da qui senza aver prima sistemato questa terra e trasformare i suoi abitanti.

Molti vanno all’estero a mendicare soldi; molti altri mendicano nel nome di Swami. Swami non ha assolutamente motivi egoistici.

Dovete prima servire la madrepatria.

Swami non vuole nulla da voi.

Dovete diventare vere incarnazioni d’Amore e servire per eliminare la paura. Siate buoni e sperimenterete la felicità; fate il bene e sarete buoni. Per mezzo dell’azione pura santificate la vostra vita, seguendo, come fossero indicatori stradali, i principi di Verità e Rettitudine.



Swami ha concluso il discorso con il bhajan: “Satyam Jnânam Anantam Brahma”

(Prashanti Nilaym, 18 luglio 1997).