DISCORSO DIVINO

Il Vedanta è molto facile da praticare

25 maggio 1996

Voi potete esser padroni dei Veda e del Vedanta

potete essere compositori esperti di prose e poemi bellissimi

ma se mancate di purezza di cuore rovinerete voi stessi.

Non dimenticate mai queste parole buone.


Liberatevi delle impurità del cuore

Incarnazioni dell'Atma Divino!

Fino dai tempi antichi, la culltura indiana ha propagato i principi degli obbiettivi della vita cioè il Dharma, la ricchezza, il desiderio e la liberazione oltre ai principi dei Veda e delle loro scienze ausiliarie. La radice della parola Veda è Vid che significa conoscenza; questa conoscenza insegna all'uomo come egli possa vivere in modo significativo e nobile nel mondo facendo azioni buone e raggiungendo i quattro scopi principali della vita.

I Veda sono infiniti

I saggi e i veggenti ricevettero la conoscenza dei Veda direttamente da Brahman durante la meditazione profonda All'inizio, il Veda era uno, "Il Veda è uno" ed era costituito da un solo corpo di inni; si diceva anche " Il Veda è infinito" e solamente i saggi e i veggenti erano depositari di questa conoscenza infinita. Più tardi, il Saggio Vyasa la classificò nei tre Veda, cioè il Rig Veda, lo Yajur Veda e il Sama Veda, con lo scopo di introdurre, attraverso i loro insegnamenti, gli ideali elevati nella vita dell'uomo. In seguito, lo Yajur Veda fu diviso in due parti, il Krsha Yajur Veda e il Shukla Yajur Veda, poi fu aggiunto l'Atharva Veda. Questi quattro Veda vengono praticati e diffusi. I Veda hanno nove nomi di cui il primo è Sruti (audizione); cosa significa? Sono detti così perché erano stati ricevuti dai Rishi attraverso l'udito in stato di meditazione profonda. In quei tempi, la carta non c'era, non c'erano libri né macchine da stampa e la conoscenza dei Veda era trasmessa ai discepoli dal Guru con la parola pronunciata; per questo i Veda erano anche chiamati Anusrava (ciò che è stato udito ripetutamente). Il loro terzo nome è Trayi, il quarto Amnaya, il quinto Samamnaya, il sesto Chandas, il settimo Svandhyaya (auto-apprendimento), l'ottavo Nigama e il nono Agama. Essi sono chiamati Agama e Nigama in quanto non sono altro che l'inalazione e l'esalazione del Divino. I Veda sono relativi alla vita dell'uomo in questo mondo fenomenico, trattano della dualità; ognuno di essi ha tre divisioni: i Brahmana, gli Aranyaka e le Upanishad. I Brahmana sono la compilazione dei Mantra che si usano nell'officiare gli Yagna, gli Yaga e gli altri rituali propizi. Il nome Aranyaka significa che questa parte dei Veda è fatta per l'uomo che vive come Vanaprashta nella foresta con la moglie (recluso) dopo aver completato la fase di capofamiglia. Le regole che governano lo stadio di recluso sono molto dure e solamente aderendo totelmente ad esse nel Vanaprasta si guadagna il diritto ad entrare nello stadio di Sannyasa (rinunciante). Il marito e la moglie devono abbandonare la casa e vivere come fratelli in un eremitaggio nella foresta, devono sopportare le difficoltà di quel tipo di vita con pazienza incuranti del caldo e del freddo intensi e degli altri capricci del clima. Essi devono osservare anche una disciplina stretta nel nutrirsi: dal giorno di luna piena, devono ridurre di un boccone il pasto normale, in modo da fare digiuno completo in luna nuova, poi aggiungerne uno ogni giorno fino alla vigilia della luna piena. Se alcuni Grihastha vogliono offrire loro del cibo per compassione, essi lo possono accettare solamente su delle foglie e non sul piatto; mai possono entrare in casa di un Grihastha e mangiare. In quel tempo, era uso che le persone osservassero questa disciplina rigida della vita del Vanaprashta. I quattro stadi della vita, cioè il Brahmacharya (celibato), Grihastha, Vanaprashta e Sannyasa sono relativi alla vita terrena dell'uomo e sono prescritti affinché egli acquisti progressivamente il controllo della mente. C'è poi uno stadio chiamato Maha Purushartha, detto anche Para Bhakti (devozione suprema), che è oltre questi quattro.

L'essenza e lo scopo del Vedanta.

Dopo c'è il Vedanta che è lo scopo finale della spiritualità. In effetti il Vedanta ne contiene l'inizio e la fine; esso porta ai tre tipi dello yoga che ha importanza immensa per tutti. Anche gli studenti dovrebbero ascoltare con tutta l'attenzione. Il primo è il Tarakam, il secondo è il Sankhyam e il terzo è l'Amanaskam; questi tre sono l'essenza e anche lo scopo del Vedanta. Cos'è il Tarakam? Il Tarakam consiste nel comprendere e sperimentare il principi dei Mudra (posizioni sottili yogiche), come il Khechari ecc., e andare oltre di esse concentrandosi sul punto tra le sopracciglia e sul principio del Soham sperimentando infine Sat-Cit-Ananda. Tarakam significa essenzialmente l'immersione della mente dell'uomo nel principio supremo del Sat-Cit-Ananda e il raggiungimento della saggezza totale.

Il secondo tipo di Yoga è il Sankhyam; dato che esso ha a che fare con i Sankhya (numeri), è chiamato Sankhya Yoga. Il corpo umano consiste nei Pancha Kosha (i cinque involucri dell'anima), nei Panchendrya (cinque sensi), Pancha Bhuta (cinque elementi), Pancha Prana (Prana, Apana, Vyana, Udana e Samana), la mente, l'intelletto, il Chitta, l'Ahamkara e il Jivatma (anima individuale); venticinque in totale. Sankhya consiste nel comprendere che voi non siete alcuno di questi e trascenderli comprendendo così che siete l'Atma, l'incarnazione di Sat-Cit-Ananda.

Il terzo tipo di Yoga è l'Amanaskam. Cosa significa? In questo mondo visibile fatto dei cinque elementi, non c'è altro che Brahman e questo è ciò che dicono i Veda: "Brahaman è uno senza un secondo". La creazione tutta è la manifestazione di Brahman, non c'è una seconda entità. Una volta compresa questa verità, la mente cessa di esistere. Voi vedete la diversità in questo mondo solamente a causa dei pensieri e contro-pensieri della mente; quando, in questa diversità, si realizza l'unità, non c'è più mente. Tutto è Brahman; qualunque cosa vediate, udiate, pensiate, diciate, facciate e dovunque andiate, tutto è Brahman. Soltanto quando c'è una seconda entità c'è spazio per i pensieri e contro-pensieri ma quando c'è solamente l'unità, e quella è Brahman, non c'è posto per essi. Questo è lo stato di Amanaska che significa lo stato di privazione della mente e in questo stato c'è soltanto amore; quell'amore è Verità. In effetti Amore e Verità sono la stessa cosa. Quando amore e verità si uniscono, per voi il mondo perde la sua identità e vedete solamente Brahman dovunque.

L'Amore di Radha per Krsna

Ecco un esempio. Una volta, Yashoda stava cercando Krsna: "Dov'è Krsna, dov'è andato?". Ella Lo cercava perché Lo identificava con la Sua forma fisica; se comprendete che Krsna è dovunque, non avete più bisogno di cercarLo. Mentre Yashoda cercava Krsna, arrivò Radha e Yashoda le chiese: "Oh Radha! Hai visto mio figlio? Il mio Gopala è venuto da te? Io l'ho cercato per tutte le strade e sono andata in tutte le case ma non sono stata capace di trovarLo; l'hai visto da qualche parte?". Radha chiuse gli occhi e recitò il nome di Krsna con tutto l'amore del suo cuore: in quell'istante, Krsna apparve. Questo avvenimento fu una rivelazione che aprì gli occhi a Yashoda ed ella disse a Radha: "Ho sempre pensato che Krsna fosse mio figlio e io fossi Sua madre, pensavo che nessuno amasse Krsna più di me, avevo questo orgoglio che nessuno al mondo desse a Krsna un amore illimitato come il mio ma non avevo capito che il tuo amore per Lui è molto superiore ed è dotato di un potere grande; nel tuo amore c'è un potere così grande che, nel momento in cui Lo hai ricordato con amore, Egli si è manifestato davanti a te". Di che tipo era l'amore di Radha per Krsna? Era puro, senza macchia e totalmente privo di ego; ecco perché Krsna si manifestò lì e in quel momento. Se c'è anche una piccola traccia di impurezza e di ego nel cuore, Dio non si manifesterà davanti a voi indipendentemente da quante ore, giorni e persino Yuga possiate pregarLo. Yashoda prese la mano di Radha e disse: "Ero sotto l'influenza dell'ego e dell'ignoranza, tu li hai eliminati e mi hai aperto gli occhi. Ci possono essere molti nel mondo che amano Krsna più di me ma, a causa della mia ignoranza, pensavo che il mio amore per Lui fosse il più grande; questo era il mio errore. Insegnami, ti prego, il sentiero d'amore che segui". Radha rispose: "Madre, questo non è qualcosa che si può insegnare o dare; una volta che si porta a manifestazione il Se e si ha fede totale in Krsna, questo amore si accende automaticamente in noi".

Una volta che Krsna tornò a casa, Yashoda si lamentò con Lui:

Oh Krsna, Tu non mangi ciò che Ti servo

ma vai nelle case delle Gopi e rubi il loro burro.

Oh caro Krsna! Questo rovina il nostro buon nome.

Yashoda disse: " Krsna, in casa nostra c'è molto burro ma Tu non lo mangi; invece, vai nelle case degli altri e rubi il loro anche quando essi cercano di mandarTi via. Qual è il significato nascosto di questo?" Questo significa che Krsna non ruba il burro, ruba il cuore delle Gopi che sono colme di amore. Se voi provate un amore puro, altruistico e privo di ego, Dio vi si manifesterà davanti immediatamente senza che aspettiate neppure un momento. La gente subisce la sofferenza solamente a causa della sua illusione che deriva dall'attaccamento al corpo.

Jumsai ha appena detto "L'elio si è formato dalla fusione degli atomi di idrogeno nel sole". Jumsai è un grande scenziato e ha una mentalità scientifica; egli ha spiegato come si sono formate le stelle e la Via Lattea. Ciò che ha forma ha nascita e morte, ciò che rimane permanentemente, anche dopo la dissoluzione della forma, è Verità. Ecco un esempio: mucca è il nome di un animale. Anche dopo che la mucca è morta, il termine rimane; in modo simile, dopo la morte di un individuo, il suo nome rimane. Quando l'Atma assume una forma, questa può scomparire con l'andare del tempo ma l'Atma rimane per sempre.

Materia ed Energia si combinano per formare il Corpo Umano

Jumsai ha detto anche che ognuno dovrebbe cercare la verità ma che bisogno c'è di cercare la verità se questa è dovunque? Il corpo che dice la verità può morire ma la verità non viene distrutta mai; similmente, il Principio di Brahman è eterno e immutabile. Brahman è presente dovunque nella forma di suono, di luce, di vibrazione, di coscienza, di consapevolezza, ecc.; com'è possibile attribuirGli una forma? La Verità è immanente in tutte le forme, questa è la realtà affermata dal Vedanta. Il grande Yogi Brahman Garu dell'Andhra Pradesh spiegò questo principio del Tarakam come segue:

Senza cadere sotto il velo della dimenticanza,

sempre, negli stati di veglia, di sogno e di sonno profondo,

tutti dovrebbero essere coscienti del Mantra del Soham

che dà la possibilità di manifestare l'Atma Tattva.

Il Tarakam non è associato ai Pancha Kosha, ai Panchendriya o ai Pancha Prana che sono tutti relativi al corpo fisico; il Tarakam non ha niente a che fare con questi. Brahman è omnipervadente ed è presente in tutte le forme e in tutta la materia. Tutto è materia, anche il corpo fisico lo è; come possiamo spiegarlo? Potere verificarlo anche chiedendo ai medici. Il corpo umano è fatto di costituenti come l'acqua, il ferro, il fosforo, il piombo, lo zinco, ecc. Il valore di questi materiali tutti insieme è appena di qualche rupia; il corpo umano inestimabile è fatto con materiali di valore così misero e assume valore solamente quando in esso c'è la vibrazione. Da dove viene la vibrazione? Viene da Brahman. La vibrazione entra nel feto quando questo è di quattro mesi e nove giorni. Prima dell'ingresso della vibrazione, il feto è una massa rotonda di gelatina; quando la vibrazione vi entra, esso comincia a ruotare e assume una forma ovale. Come comincia questa vibrazione? E' la madre che la invia all'interno? No, non è inviata da nessuno, comincia all'interno quando l'energia si combina con la materia. Il corpo umano è formato da una combinazione di materia ed energia come dire che Brahman e Maya vi sono presenti ambedue. In questo ambito, non dovremmo riferirci a Maya come all'illusione: è solamente Maya. Questo è il segreto del Vedanta. Noi consideriamo questo corpo come umano ma, in effetti, esso non è umano, è Brahman. Qui c'è un microfono; quando parlo vicino ad esso, tutti voi potete udire la Mia voce ma, se non c'è elettricità, non potete sentire niente anche se parlo molto vicino. Questo microfono è la materia, la corrente elettrica è l'energia; quando le due si combinano, tutti voi potete udire la Mia voce. Nello stesso modo, Brahaman e Maya si combinano per assumere la forma di Brihat cioè l'energia che si espande sempre.

Realizzate la vostra identità con Dio

Incarnazioni dell'Amore!

Tutti voi state guardando qui: guardate all'interno invece. "Chi vede la realtà ma non la riconosce è sciocco". Nel guardare fuori, non ottenete niente eppure voi vedete continuamente soltanto il mondo esteriore. Dovreste interiorizzare la vostra visione; se orientate la visione verso l'interno, vedrete la vostra forma vera quindi bisogna che guardiate all'interno, non all'esterno. Tutto ciò che vedete all'esterno, non ha valore. Il padrone di casa tiene le scope, i piatti, i cesti, ecc. in giro ma salvaguarda le cose di valore, come i diamanti, in una cassa d'acciaio ben chiusa. I servitori possono vedere solamente le cose che sono in vista nella casa, non quelle preziose tenute nella cassaforte; soltanto il padrone di casa sa cosa c'è dentro mentre i famigli e gli operai vedono le sole cose che valgono poco. Così, se vedete solamente ciò che è all'esterno, voi non siete migliori di un servitore. Le gemme preziosissime di Tarakam, Sankhyam e Amanaskam sono in voi ma voi non ne siete consapevoli; per quale ragione? Voi non avete allacciato una relazione con il padrone e tutte queste cose preziose si possono vedere soltanto se si è in relazione con lui. Chi è il padrone? Dio è il padrone. Cosa dovreste fare per stabilire un'amicizia con Dio? Questo è descritto dettagliatamente nel Vedanta ma, affinché i bambini lo capiscano, Io scendo al vostro livello per spiegarlo. Fate conto che il padrone di casa, Dio, abiti al piano superiore della Sua residenza: voi volete incontrarLo ma all'ingresso c'è Maya nella forma di un grosso cane alsaziano che non vi lascia entrare; cosa dovete fare? Ci sono due modi: o vi fate amico l'alsaziano Maya che vi lasci entrare o chiamate a voce alta il padrone che scenda a prendervi con Sé dicendo "Ciao, sei venuto!". Se Lui stesso vi conduce all'interno, il cane non vi disturba ma, se siete soli, non vi permette di entrare. Dio è in un luogo più alto e ha posto Maya come cane da guardia all'ingresso della Sua residenza. Fare amicizia con Maya è Jnana (la conoscenza/realizzazione); come si può fare? Chi ha messo Maya all'ingresso? Dio ce l'ha messa. Se voi realizzate la vostra identità con Dio, il padrone della casa, Maya non può impedirvi di entrare. La realizzazione della vostra identità con Dio corrisponde allo stato di Advaita. E' per questo che si dice "L'esperienza del non-dualismo è saggezza". D'altro canto, se gridate i nomi di Rama, Krsna, Govinda o Narayana da basso, il padrone scenderà e vi condurrà all'interno con Sé; quando siete con Dio, Maya non può mettervi in difficoltà quindi dovreste avere Jnana o Bhakti per entrare nella residenza della liberazione e stare con Dio. Voi dovreste essere in comunione continua con Dio nei tre stati: di veglia, di sogno e di sonno profondo. Potreste chiedervi come sia possibile cucinare, fare i lavori di casa o compiere le proprie mansioni quotidiane se si pensa a Dio continuamente; gli studenti possono domandarsi come possano studiare, ricordare le lezioni e passare gli esami se pensano a Dio senza interruzione ma non si dovrebbe dare spazio a questo dubbio: considerate tutto il lavoro come lavoro di Dio.

Fate tutto il lavoro con sentimenti divini.

Quando cucinate il cibo, la sua quantità deve essere proporzionata al volume della pentola che usate e serve anche una fonte di calore adatta. Se la pentola è piccola ci dovete mettere mezzo chilo di riso soltanto e la cottura sarà corretta ma non potrete cuocere due chili di riso in un recipiente piccolo. E non basta: non dovete fornire più del calore necessario perché, se mettete una pentola piccola su di un fuoco grande, l'abbrustolirete; poi, quando il cibo comincia a cuocere dovrete ridurre gradualmente la fiamma. E' in questo modo che dovete indagare su ciò che è temporaneo e ciò che è permanente in ogni aspetto della vita. Una volta attraversato il fiume, non c'è più bisogno di usare la zattera; nello stesso modo, quando il cibo è cotto, non avete più bisogno della fiamma. Finché avete fame, vi necessita del cibo ma, quando la fame è saziata, esso non vi serve più. Questo non significa che dobbiate sprecare o distruggere qualcosa una volta soddisfatto il vostro bisogno.

Come chi brucia la zattera dopo aver attraversato il fiume,

l'uomo dimentica Dio dopo che i suoi desideri sono stati esauditi.

Tale è l'ingratitudine dell'uomo moderno.

La zattera che vi ha aiutato ad attraversare il fiume deve esser messa al sicuro in modo che altri possano usarla; in questo modo dovreste far del bene agli altri. A cosa serve bruciarla dopo averla usata? Non ha alcuno scopo. Dopo aver sperimentato la beatitudine della contemplazione di Dio, dovreste rimanerci sempre immersi. Fate qualunque cosa, come leggere, scrivere, camminare, parlare, ecc., con sentimenti divini. Non indulgete nel parlare superfluo che è inutile, inutile, inutile! Perché invece non parlate di Dio? Non date spazio a chiacchiere inutili. Usare il tempo per studiare è corretto. Usate il tempo libero per fare buone azioni; questa è consapevolezza vera. Cosa significa "consapevolezza"? Consapevolezza è Cit cioè conoscenza ma gli studenti non possono acquisire la conoscenza vera a causa del troppo parlare e non solo: il parlar troppo spreca il potere della vibrazione e della radiazione quindi non indulgete mai nel parlare superfluo di qualunque argomento; la vostra mente può non vacillare in seguito a tali discorsi ma, nell'ascoltarvi, altre menti potrebbero farlo quindi dovete tenere sempre presenti i sentimenti degli altri.

Guardar commettere un peccato senza far niente è peccato.

Voi potete dire che la persona vicina sta commettendo una malvagità ma voi non state facendo niente di male; voi state guardando l'altro che fa il male come spettatore inerte quindi ne subirete la metà della colpa. Ci sono molti segreti sottili simili nel Vedanta.

Quando Duryodhana cercò di disonorare Draupadi alla corte dei Kaurava, ella chiese a tutti gli anziani come Bishma, Dronacharya e Kripacharya di salvarla ma nessuno di loro la soccorse; in seguito, Krsna disse a Bishma "Tu eri un uomo di grande saggezza, Dronacharya è uno dei precettori più grandi ma nessuno di voi ha aperto bocca per impedire a Duryodhana di commettere questo peccato enorme quindi non solamente lui è il peccatore, anche voi vi avete preso parte guardandolo commettere sotto i vostri occhi". Se sapete che ciò vien fatto è un misfatto e non fate niente per impedirlo, ne condividete la responsabilità. Se rimanete passivi ad osservare qualcuno che commette violenza, non potete sfuggire al rimprovero; chi commette il male, chi sta a guardare, chi lo incoraggia e chi ne gioisce sono tutti malfattori quindi tutti gli anziani come Dronacharya e Bhisma erano egualmente da rimproverare per l'atto malvagio di Duryodana. Quale fù il loro destino finale? Bhisma dovette rimanere sul letto di frecce per cinquantasei giorni prima di morire; perché un uomo di grande saggezza dovrebbe andare incontro a una fine simile? Ben sapendo che ciò che veniva fatto fosse un misfatto, non cercò di impedirlo; questa fu la causa del suo soffrire alla fine. Dronacharya era un precettore insigne che insegnò l'arte di usare le armi ai Kaurava e ai Pandava; cosa gli successe alla fine? Udendo Dharmaraja dire " l'elefante Asvattama è morto" fu così sopraffatto dal suo attaccamento che pensò che suo figlio Ashvattama fosse stato ucciso per cui gettò le armi e fu ucciso sul campo di battaglia.

L'uomo soffre di tre tipi di attaccamenti: al denaro, alla moglie e alla progenie. Questo è stato spiegato abbondantemente nel Vedanta. Egli commette molti misfatti per questi tre tipi di attaccamento; per realizzare il principio del Tarakam, bisogna liberarsene.

Abbiate Amore e Fede per raggiungere Dio.

Il Principio Divino di Brahman è immanente in tutti. Se meditate su Brahman con il sentimento di unità, Lo raggiungerete sicuramente. Krsna disse ad Arjuna: "Tu puoi chiederti come sia possibile pensare a Me in mezzo alla battaglia. TieniMi in mente e combatti; se combatti pensando a Me, vincerai sicuramente. Se pensi a Me, Io mi incarico di tutto". Si deve avere fede totale nelle parole di Dio. Ecco un esempio che ho citato ai Miei studenti molte volte: la guerra del Mahabharata doveva cominciare nel giorno di luna nuova e Arjuna era totalmente demoralizzato e depresso al vedere la formazione delle armate dei Kaurava e dei Pandava il giorno prima cioè Chaturdasi. Era stato Ajuna stesso a ripetere che essi erano pronti per la battaglia contro i Kaurava e che Krsna non andasse alla corte dei cugini in missione di pace; ora che la guerra stava per cominciare effettivamente, proprio Arjuna era molto nevoso. Krsna voleva dargli la conoscenza della Bhagavad Gita, per infondergli coraggio ed entusiasmo, ma voleva prima valutare se l'allievo avesse fede totale in Lui; Egli condusse Arjuna in una foresta e attese il buio per tornare. Allora indicò un uccello appollaiato su un albero e disse: "Arjuna, guarda com'è bello questo pavone!" Egli iniziò questa conversazione per conoscere lo stato mentale di Arjuna. Il Pandava rispose "Si Svami, il pavone è davvero bello" al che di nuovo Krisna disse: "Oh scriteriato, quello non è un pavone, non vedi che è un'aquila?". "Si Svami, è un'aquila" disse Arjuna. Allora Krsna gli dette una pacca sulle spalle e proseguì: "Che sciocco sei Arjuna a non saper distinguere si si tratti di un pavone, di un'aquila o di qualche altro uccello. Guarda bene, non è né un pavone né un'aquila: è un piccione". Arjuna rispose "Si Svami, è un piccione" al che Krsna, fingendo di essere un po' arrabbiato, disse: "Non hai buonsenso? Non hai potere di discriminazione? Cosa stai pensando? Sembra che tu non discerna se si tratti di un pavone, di un'aquila o di un piccione, stai ciecamente dicendo "si" a qualunque cosa Io dica". Arjuna replicò quindi: "Oh Krsna, se io dico che non è un pavone, Tu puoi farlo diventare tale e, similmente, se dico che non è un'aquila o un piccione, Tu puoi trasformarlo in qualunque di essi. Tu puoi fare tutto quindi importante è la Tua parola; cosa conta per me che sia un piccione, un pavone o un'aquila?". Krsna fu molto contento del fatto che Arjuna avesse una fede così grande nelle Sue parole, gli mise una mano sulla testa e lo benedisse dicendo "Ora sei il Mio vero devoto".

Fissa la mente in Me, sii devoto a Me,

ubbidisciMi e adoraMi:

Io ti prometto che verrai a Me

perché tu Mi sei caro.

Solamente dopo la conferma che Arjuna aveva una fede assoluta nelle Sue parole, Krsna gli impartì la conoscenza della Bhagavad Gita. A cosa servirebbe comunicare la conoscenza a chi non ha fede? In modo simile, voi dovreste aver fede totale negli insegnamenti del Vedanta. Solamente così potete comportarvi di conseguenza. Se voi obbedite ai precetti di Svami con fede totale e meditate su di Lui continuamente, Ne avrete la visione in un momento; in verità, Egli si manifesterà davanti a voi istantaneamente. Così dovete analizzare gli insegnamenti del Vedanta e comprendere il loro significato. In effetti, capire il Vedanta è molto facile; la gente cade in confusione perché non è capace di comprenderne il significato reale. Non c'è comunque pericolo nel confondersi ma certuni cadono persino in depressione. Una persona, che ha sia la confusione che la depressione, perde l'equilibrio mentale. Se fate uno sforzo vero, comprendere il Vedanta vi sarà facile. Può essere un po' difficile schiacciare un petalo di un fiore o un fiocco di burro ma comprendere e seguire l'insegnamento del Vedanta è molto più semplice.

Studenti!

Capite bene questo: il burro è molto morbido ma non si scioglie se non lo si scalda un po'; in modo simile, Dio è molto tenero e dolce ma, se volete sperimentarLo, avete bisogno del fuoco della Saggezza/Conoscenza. Questa si può esemplificare con la vita di una coppia che vive nella foresta durante lo stato di Vanaprastha. La moglie dispone tre sassi a forma di cuore e vi pone sopra una pentola in cui mette riso e acqua; poi accende il fuoco. Il marito, sempre immerso nella meditazione su Brahman, vede la scena e ne dà un'interpretazione spirituale: egli vede nei tre sassi i tre guna, cioè Sattva, Rajas e Tamas, nel recipiente il corpo umano, nel riso i desideri, nell'acqua l'amore e nel fuoco la fiamma della saggezza. Il riso si cuoce direttamente sul fuoco? No, il fuoco scalda prima la pentola che a sua volta dà calore all'acqua che cuoce il riso; in egual modo, voi dovete tenere il corpo in contatto con il fuoco della saggezza, cioè con Dio. Allora l'acqua dell'amore sarà riscaldata e bollirà il riso dei desideri. Per questo, dovete far sì che il corpo e la mente siano vicini e cari a Dio; se fate questo, tutti i desideri per le cose del mondo scompariranno. Questa è l'essenza del Vedanta. Com'è facile metterla in pratica nella vita di tutti i giorni! Non c'è bisogno di studiare alcun testo sacro né di compiere pratiche spirituali. La gente di quei tempi comprendeva l'essenza del Vedanta in questo modo semplice e facile.

Ci sono molte parole piccole che comunicano grandi verità del Vedanta. Con tre parole tratte dal Vedanta, si possono scrivere trecento libri; com'è possibile? Nell'alfabeto inglese ci sono ventisei lettere con cui si possono scrivere tutti i libri, con le sole quattro corde del violino si suonano quaranta motivi; similmente, se avete solamente fede e amore, potete ottenere qulunque cosa. In effetti, Dio Stesso diverrà un pupo nelle vostre mani; non sarete voi nelle mani di Dio ma Egli sarà nelle vostre mani se avrete amore e fede. Jumsai ha detto che, sebbene ogni persona appaia differente dalle altre, lo stesso Atma è presente in tutti. Tutti sono uno, siate come tutti. Egli ha detto che tutti sono figli di Dio ma, a Mio parere, non sono figli di Dio ma Dio Stesso.

L'Amore è l'Essenza Divina.

Studenti! Vi sto dicendo qualcosa di sottile e significativo, cercate di comprenderlo, è importante: se diventate un amatore, potete amare uno o due individui ma se diventate l'Amore stesso, potete amare chiunque, tutti. Essendo un amatore, vi ponete in una categoria bassa quindi non diventate tali, siate l'amore stesso; se diventate l'amore, sarete amati da tutti e raggiungerete il Principio di Unità (Ekatma Bhava). Lo stesso principio dell'Amore è presente in tutti, il Vedanta gli dà una grande importanza. Quale tipo di amore si dovrebbe coltivare? Questo Amore non riguarda il corpo o la mente, Dio va amato in ogni modo; allora tutti gli attaccamenti indesiderati saranno scacciati e soltanto allora sperimenterete il principio dell'Advaita. La canna da zucchero ha molti nodi ma il suo succo è uniformemente dolce; in modo simile, ci possono essere molte modulazioni nei vostri pensieri ma, se indirizzate a loro la dolcezza dell'amore, essi diverranno sublimi. Questo è significato dal detto vedico "Dio è in forma di essenza (Raso Vai Sah) ". L'Amore è Divino, manifesta il Principio di Brahaman. Dio è in forma di Amore e l'Amore è l'Essenza Divina. Qui Rasa non sta per Paradasa (mercurio) ma per Prema Rasa (Essenza dell'Amore). Il mercurio non si mischia con nessun altro elemento, mantiene sempre la sua distinzione ma Prema Rasa non è così, si mischia e dà dolcezza a qualunque cosa con cui venga in contatto.

Si può essere degli studiosi del tutto esperti avendo padroneggiato i Veda, le Sastra e i Purana,

si può essere dei grandi imperatori e governare regni vastissimi

ma nessuno può eguagliare un devoto che ha sacrificato tutto al Signore.

Senza amore per Dio, la liberazione non si raggiunge.

Oggi noi abbiamo iniziato l'insegnamento del Vedanta in piccola dose; in verità, ogni Mantra del Vedanta è pregnante di significato profondo. Il Vedanta è molto facile da praticare; spiegare il principio del Vedanta in termini così semplici è impossibile per chiunque eccetta la Divinità.

Vedendo la Mia forma fisica, potete ingannarvi nel pensare che anch'Io sia un essere umano come voi. Voi potete amarmi ma potete non dare la giusta importanza alle Mie parole a causa di questo inganno ma Io non sono il corpo né la mente, né la Buddhi o la Chitta, non sono nessuno di questi. Io ho assunto questo corpo per il vostro bene, lo si può evidenziare con un piccolo esempio: in questo bicchiere c'è dell'acqua, il bicchiere serve a contenerla.

Ci sono una lampada, dell'olio e uno stoppino:

può la lampada accendersi da sola?

Non serve qualcuno che l'accenda?

Ci sono dei fiori, un ago e del filo:

può la ghirlanda farsi da sola?

Non serve qualcuno per cucirla?

C'è la conoscenza e c'è l'intelligenza: si può sperimentare la conoscenza se non c'è un Guru che la trasmetta? Similmente, questo corpo è venuto per dimostrare cosa sia la Verità, cosa sia l'irreale e cosa sia Brahaman.

Realizzate la vostra Unità con Svami!

Incarnazioni dell'Amore!

Non pensate che Io parli spinto dall'ego, Io sto solamente rivelando la verità di Me Stesso. Voi non avete compreso neppure una frazione della Mia Realtà, nessuno può descrivere la Mia natura in un modo o nell'altro; Io sono un uomo tra gli uomini, una donna tra le donne, un bambino tra i bambini e sono Brahman quando sono solo. Questa è la Mia Realtà (applauso). Io mi comporto in armonia con il gruppo di persone che sono intorno a Me. Quando sono tra gli anziani, devo comportarmi come loro; quando sono tra i bambini, devo comportarmi come un bambino. Se un anziano gioca con i balocchi, i bambini lo deridono; se un bambino si aiuta con un bastone per camminare, come un vecchio, gli anziani si divertono. Per un uomo attempato, usare il bastone è naturale come per un bambino giocare con i balocchi; in modo simile, quando Io sono con i bambini, li faccio felici dando loro questo e quello ma, se qualcuno viene da Me con il desiderio di conoscenza spirituale, Io gliela impartisco. Quando viene un capofamiglia, Io gli insegno il Dharma del capofamiglia e, nello stesso modo, insegno ad ognuno ciò che gli necessita. Perché faccio tutto questo? Solamente per farvi raggiungere la realtà fondamentale della vostra unità con Svami. Siete stati molto fortunati ad ottenere questa opportunità, nessun altro Avatar ha dato questo tipo di occasione agli esseri umani (applauso); avendo questa opportunità d'oro, se vi comporterete in armonia con i Miei insegnamenti, la vostra vita sarà certamente santificata e redenta. A tempo debito, voi vedrete l'ascesa della Mia Gloria quando anche i ciechi e coloro che non sanno diranno "Svami è Dio". Di quando in quando, Dio mette alla prova gli esseri umani; non diventate vittime di Maya, distinguetevi vittoriosi nelle prove di Dio. Se vi immergerete nell'amore, supererete tutte le prove di Dio. Nessuno può dire che l'amore sia così o cosà. E' del tutto essenziale comprendere gli insegnamenti del Vedanta più che quelli dei Veda; il cammino dell'amore è molto più facile della ripetizione dei mantra, della meditazione, dello yoga, ecc. Dio non è interessato a quante scatole di riso e a quante vesti avete distribuito ai poveri, potete inviare questa lista all'ufficio delle tasse; ciò che mi interessa sono solamente i vostri sentimenti. Anche se fate un atto minimo di carità, Io vedo i sentimenti che lo motivano; Io non Mi interesso a quanti abiti o scatole di riso distribuite, Svami valuta solamente la qualità. Rukmini ottenne la Grazia di Krsna offrendo soltanto una foglia di basilico, Kuchela ottenne la grazia e l'Amore di Krsna offrendogli un pugno di riso battuto. Cosa fece Draupadi quando, non avendo niente, dovette nutrire il Saggio Durvasa e i suoi mille discepoli? Ella offrì a Krsna un chicco di riso rimasto nella pentola e pregò "Tu sei il nostro solo rifugio"; quando Krsna mise in bocca quel chicco di riso, la fame di Durvasa e dei suoi discepoli fu saziata immediatamente. Al tempo di ogni Avatar, i devoti fanno richieste simili ottenendo la Grazia infinita del Signore con piccole offerte piene di devozione e amore quindi liberatevi delle impurità della mente, distruggete l'ego e imparate a offrire amore; solamente allora avrete la fortuna di sperimentare la Beatitudine.

Bhagavan ha concluso il Suo Discorso con il Bajan "Sathyam Janam Anantam Brahma..."

Dal Discorso di Bhagavan nella Sai Kulvant Hall il 31 Luglio 1996.