DISCORSO DIVINO

Perché un viaggio in India?

5 agosto 1988

Incarnazioni del Divino Amore !

Individuo e mondo
[1] La trasformazione dell'uomo è alla base della trasformazione del mondo. Se l'uomo migliora, anche il mondo migliora. Quanto più esemplare diviene il comportamento dell'uomo, tanto maggiore è la perfezione a cui giunge la società. Perciò se volete che il mondo sia in pace ed abbia prosperità, dovrete innanzitutto trasformare l'individuo. Da che cosa dipendono tutti i turbamenti, i problemi e le miserie che ci sono oggi nel mondo? Dipendono dal livello non ideale del comportamento umano e dallo scorretto tenore di vita degli uomini.





Il vero uomo
[2] Com'è un vero uomo? È stato detto che nell'uomo sta la vera. ricerca dell'unità. Ciò significa che in lui deve esserci l'unità nei pensieri, nelle parole e nelle azioni. Per giungere a questa unità, dovete trar profitto dalla grazia di Dio, che già risiede in voi.





La corrente divina
[3] Dio è una potente energia presente in tutti gli esseri ed in ogni cosa, dovunque. Udendo ciò potreste pensare: "Se Dio è. onnipresente e reperibile in tutti gli esseri, come mai non riesco a vederLo?". Per aiutarvi a chiarire questo dubbio, eccovi un piccolo esempio: Voi potete registrare la voce di Swami (1), servendovi di un registratore. Ma, guardando il registratore, non riuscite a trovare le parole. Se anche sezionaste il nastro della cassetta, non riuscireste comunque a trovare le parole. Tuttavia appena collegate la corrente elettrica al registratore e acceso l'interruttore, vi sarà possibile udire le parole di Swami. Allo stesso modo, Dio dimora nel vostro corpo, ma se ve Lo cercate fisicamente, quand'anche faceste a pezzi il corpo, non riuscireste a trovarvi Dio.

Solo rivolgendo la mente a Dio e collegandola alla divina corrente potrete farne l'esperienza.





La chiave della mente
[4] Per questa ragione particolare il Vedanta (2) ha dichiarato che la mente è la chiave sia per la schiavitù che per la liberazione dell'uomo. Ecco là una porta e, in quella porta, una serratura. Se introducete la chiave giusta in quella toppa e la girate verso destra, si aprirà. Ma se girate la chiave verso sinistra, si chiuderà. Stessa serratura, stessa chiave: ma, per aprire o per chiudere, si deve solamente fornire un’altra direzione al movimento della chiave. Il vostro cuore spirituale è la serratura, la mente è la chiave.

Rivolgendo la mente a Dio, otterrete il distacco e la vostra serratura spirituale si aprirà. Al contrario, rivolgendo la mente al mondo, ne ricaverete ulteriori attaccamenti e la serratura si chiuderà. Orbene, la vostra mente è occupata fra le cose del mondo; perciò, la serratura del cuore spirituale resta chiusa. Di conseguenza, rimanendo legati al mondo, perdete la pace.





La pace.
[5] Venite qui da ogni parte del mondo e dite a Swami: "Io voglio la pace". Ma non c'è pace nelle cose del mondo. Solo dentro noi stessi si può trovare pace. "Io voglio pace" è una frase di tre parole. "Io" rappresenta l'ego e "voglio" rappresenta il desiderio. Se eliminate queste due parole, avrete la "pace". Avete ammantato la vostra pace con l'ego e con i desideri.

Per prima cosa, eliminate l'ego. Qual'è la ragione della sua esistenza?

In verità , non ha motivo d'essere. L'ego nasce dall'ignoranza.





Un punto nell'Universo
[6] Se considerate il corpo da un punto di vista fisico e lo paragonate a questo immenso Universo, siete solo dei piccoli esseri. Come potete, infatti, sentirvi grandi in un Universo così illimitato? Anche nazioni come l'Italia, l'Australia, l'America sono del tutto irrilevanti nel mappamondo dell'Universo. Quando la Terra viene vista dallo spazio, l'Australia sembra un puntino, e quanto è piccola in essa la vostra città natale! E voi, quanto siete piccoli in quella città natale! Insuperbirsi in questo Universo non è forse un egocentrica millanteria? Perciò, dove andrà a finire questo ego?





Perché andar fieri?
[7] Siete fieri del vostro corpo? Il corpo non è durevole. È come una bolla d'acqua. La vita potrebbe lasciare il corpo in qualsiasi momento.

Ha senso sentirsi fieri delle proprie ricchezze? Anch'esse non durano; sono come nuvole passeggere. La ricchezza va è viene. Vi inorgoglite per la vostra mente? Questa mente è una scimmia pazza. Non avete un controllo su di essa, non lo avete per niente. Se, dunque, stanno così le cose, per che cosa vi vantate? Non c'è una vera ragione. Allora, prima di tutto, abbattete questo ego.





I desideri
[8] Prendiamo ora in considerazione i vostri desideri. Supponiamo che abbiate fame e vogliate del cibo. Mangiate del cibo che vi sazia per due ore, ma poi il vostro appetito ricomincia d'accapo. In questo modo, passate continuamente dalla soddisfazione all'insoddisfazione, e non c'è pace duratura. Finché lascerete spazio ai desideri, non avrete pace.

Venite qui a Prashanti Nilayam (3) e dite: "Desidero un marito, desidero una moglie". Ma, anche gli animali hanno simili desideri! Che esseri umani siete? Siete migliori degli asini e delle scimmie? Tutti questi desideri conducono solo ad appagamenti di breve durata.





Rinascita dell'uomo
[9] La vita umana è estremamente preziosa. Se volete concretizzare l'obbiettivo per il quale siete nati, dovete essere disposti a sacrificare la vita stessa, nel caso fosse necessario per raggiungere la meta.

La trasformazione dell'umanità non può avvenire solamente cambiando l'ambiente esteriore in cui vivete. La vita umana non verrà trasformata solo in forza di alcune innovazioni politiche ed economiche o scientifiche o tecnologiche o per merito di riforme sociali. Solo quando ci sarà una profonda rinascita mentale e spirituale - oltre ai cambiamenti appena accennati - si verificherà una trasformazione dell'umanità.





Solo in Dio la pace
[10] Senza una rivoluzione mentale, non potete avere pace. La ricchezza non vi darà pace. Tutti i vostri parenti ed amici non vi possono dare la pace. Gli oggetti materiali non vi daranno pace. Comodi e abbondanti cuscini in un ambiente ad aria condizionata non possono dare pace alla vostra mente. Se volete la pace mentale, potete raggiungerla pensando o contemplando Dio. Dovete andare alla ricerca dei mezzi per attuare questa costante contemplazione di Dio.





La conoscenza libresca
[11] Vi sono diversi tipi di conoscenza. Innanzitutto vi è la conoscenza che proviene dai libri. Dovreste leggere diligentemente e capire quanto è contenuto nei libri. Dai libri potete ricavare molta conoscenza, ma è solo una conoscenza superficiale.





La conoscenza del discernimento
[12] Ci vuole anche il potere della discriminazione al fine di conseguire una conoscenza che sappia discernere. In ogni situazione in cui vi trovate, prima di agire, chiedetevi: "È bene o è male questo? È giusto o è sbagliato". Poi fate la vostra decisione. Non seguite gli impulsi della mente, perché è una scimmia pazza.

Alla mente non si deve permettere di agire secondo il suo piacere. Prima di intraprendere qualsiasi azione, usate il vostro intelletto per verificare se l'azione è giusta o sbagliata, adatta o no. Dopo averla esaminata con discernimento, anche la vostra coscienza dovrà approvarla. Una volta che la coscienza ha dato la sua approvazione, allora potete compiere l'azione.

Non ponete mano ad alcuna azione senza prima esservi serviti della discriminazione e senza la "segnaletica" della vostra coscienza.





La conoscenza del mondo.
[13] Oltre alla conoscenza dei libri e a quella discernitrice, vi serve anche la conoscenza del mondo o conoscenza generale. Esistono numerosi eruditi che hanno letto molto. Costoro hanno dai libri una conoscenza superficiale e potrebbero anche avere la capacità di discernere, ma mancano di nozioni generali: hanno scarso buon senso. Perciò è molto importante una conoscenza generale.





La conoscenza pratica
[14] Tra tutti i tipi di conoscenza, però, ve n'è una che conta più di tutte: è la conoscenza pratica, quella cioè ottenuta mediante l'esperienza diretta. Questa conoscenza pratica nel Vedanta viene definita secondo tre gradi:

1. Jnata, il conosciuto;

2. Drashta, colui che vede, percepisce;

3. Pravishta, ciò che ha penetrato, che si è immerso.

Eccovi un esempio per illustrare questi tre punti:

Supponiamo che vi piacciano le mele. Siete andati al mercato più volte per cercarle, ma invano. Poi, un certo giorno, un amico viene da voi a comunicarvi che le mele sono arrivate. Appena ne venite a conoscenza, provate una certa gioia. Tuttavia il vostro desiderio per le mele non è ancora soddisfatto; non basta aver sentito che al mercato ci sono le mele. Jnata significa ricevere la notizia dell'arrivo delle mele. Subito dopo andate al bazar ed acquistate alcune mele. Appena le avete acquistate e le avete in mano, provate una gioia maggiore. La vista delle mele e la coscienza di possederle vi conferisce piacere. È il piacere di Drashta: la visione diretta di ciò che amate. Ma anche questo non dà compimento alla vostra gioia. Solo quando portate le mele a casa vostra e le mangiate, solo allora sperimentate la totale pienezza della gioia. Questo è Pravishta.

Per riassumere: quando venite a conoscenza di ciò a cui aspirate, è Jnata. Quando lo vedete e ne fate un esperienza indiretta, è Drashta. E, finalmente, quando consumate, fate cioè esperienza diretta e diventate uno con quella cosa, è Pravishta.





Conoscere Sai
[15] Avete tutti sentito parlare di Sai Baba da libri, da amici o da devoti: ecco Jnata. Nel sentir parlare di Baba, sorge un intenso desiderio: "Voglio andare in India, desidero vedere Sai Baba e parlarGli". Così, venite a Puttaparthi e avete il Darshan, cioè la visione di Sai Baba. Voi vedete Sai Baba e lui vede voi: questo è Drashta, la felicità che vi apporta la visione.

Ma questo non dà ancora una gioia completa. Solo dopo che Sai Baba vi ha chiamati per un colloquio, vi parla, risponde ai vostri dubbi, viene in soccorso ai vostri problemi, solo allora avrete Pravishta e sarete completamente felici.

Perciò le fasi sono queste: sentir parlare di Sai Baba e conoscerLo, venire a vederlo e infine sperimentare l'amabile rapporto con Lui. Questo è il segreto del Vedanta.





Perché andare in India?
[16] Quando vi ponete la domanda "Perché sono venuto in India?", la risposta sarà: "Sono venuto per progredire spiritualmente". Ma dovete porvi anche un altra domanda: "Se sono venuto per motivi spirituali, sto proseguendo il mio obbiettivo spirituale, oppure mi sto distraendo lasciandomi coinvolgere in varie mondanità?". Secondo la motivazione spirituale, per la quale siete venuti qui, dovrebbe esserci una sola via, una sola direzione: una linea diretta, - da cuore a cuore, da amore ad amore - fra Baba e voi. Concentratevi totalmente per sviluppare questa relazione. Giacché siete venuti per ragioni spirituali, non perdetevi in qualsiasi tipo di distrazione o in qualsiasi attività superflua. Voi coltivate relazioni con persone di ogni genere, ma ciò danneggerà il vostro progresso sul cammino spirituale.

e avete il Darshan, cioè la visione di Sai Baba. Voi vedete Sai Baba e lui vede voi: questo è Drashta, la felicità che vi apporta la visione.

Ma questo non dà ancora una gioia completa. Solo dopo che Sai Baba vi ha chiamati per un colloquio, vi parla, risponde ai vostri dubbi, viene in soccorso ai vostri problemi, solo allora avrete Pravishta e sarete completamente felici.

Perciò le fasi sono queste: sentir parlare di Sai Baba e conoscerLo, venire a vederlo e infine sperimentare l'amabile rapporto con Lui. Questo è il segreto del Vedanta.





Le relazioni a Prashanti Nilayam
[17] La prima cosa da fare è evitare le chiacchiere inutili. Parlar troppo non va bene. Quando incontrate qualcuno che conoscete, è sufficiente che gli diciate "Salve! Come va? Arrivederci". Oppure potete salutare con "Sai Ram"(4) e poi andare per la vostra strada. È sufficiente. Non è proprio quello che fate oggi! Voi sviluppate rapporti con tutti i tipi di persone.

Alcuni di voi vengono qui soli e poi rafforzano tutti i tipi di attaccamenti e relazioni. Dapprima nasce un amicizia, poi subentra una relazione ed infine diventate marito e moglie. Questo non va bene. Siete venuti qui per incontrare Swami. Non distraetevi. Qualunque cosa facciate qui, dovrebbe essere dedicata all'approfondimento del vostro rapporto con Swami. Centri spirituali come questo attraggono tanti tipi di persone, sia buone che cattive. Alcuni cercheranno di diventare vostri amici, vorranno scoprire se possedete cose di valore, anelli, orologi, registratori, macchine fotografiche e poi tenteranno di sottrarvele. Non fatevi coinvolgere da chicchessia, sviluppando nuove relazioni. Pensate ad una sola relazione, cioè alla vostra perenne relazione con Dio.

Swami ha spesso ripetuto questa esortazione per chi viaggia in treno: meno bagaglio dà più sollievo e rende piacevole il viaggio. Perciò, limitate i vostri desideri e questo viaggio verso Sai potrebbe trasformarsi in un autentico gaudio per voi.





Chi è Sai?
[18] Vi potrebbe risultare difficile capire Sai. Sai parla come una persona comune e si muove liberamente tra di voi.

Vi illudereste se pensaste che Sai sia come ogni altro essere umano. Non è così. Sai può trasformare l'intero mondo in un attimo. Oro, diamanti, ogni cosa è nelle mani di Sai. Voi non capite il fenomeno di Sai. Ebbene, guardate!...Con un movimento della sua mano apparirà all'improvviso un grosso diamante (Swami rotea la mano da cui si materializza un diamante di straordinaria grandezza, ndr) e, come vedete, con un soffio di Swami sparirà.

Ogni cosa che Swami vuole, deve accadere. La vera natura della Divinità non può essere capita da tutti. Per questo ci vuole fede.





La fiducia in sé
[19] Il primo passo per sviluppare questa fede è la fiducia in se stessi. Chi ha fiducia in sé, otterrà anche soddisfazione nel Sé (il Principio Divino che è in ognuno).

La fiducia in se stessi rappresenta le fondamenta su cui viene costruita la dimora della realizzazione del Sé. Le pareti sono l'appagamento del Sé. Il tetto è il sacrificio del sé inferiore. Solo quando siete pronti a sacrificare il vostro io inferiore, allora riuscirete ad entrare nella dimora della realizzazione di Dio.

È perciò di primaria importanza che siate pronti a sacrificare tutto per Dio.





La Mormorazione
[20] non sprecate un solo istante del vostro tempo. Se dovete incontrarvi a livello di gruppo, parlate solo di cose buone e mantenete mente e discorsi su Dio. Non parlate di cose personali o di questa o quella persona. Non parlate mai male di nessuno. Dio è in ognuno di voi. Quando parlate male di qualcuno, in realtà mormorate contro Dio stesso. La miglior cosa è evitare di parlare con la gente e rimanere in silenzio, assorti per il maggior tempo possibile.





Prashanti Nilayam
[21] Molti di voi sono venuti da molto lontano. Invece di rimanere nel recinto dell'ashram (5) di Prashanti Nilayam, andate a gironzolare fuori per il villaggio. Fuori dall'Ashram le vibrazioni sono mondane. Là fuori potete essere trascinati facilmente in cattive compagnie ed in contatti che saranno negativi per il vostro cammino spirituale. Approfittate di questa atmosfera spirituale, della pace suprema e delle divine vibrazioni che sono concentrate qui a Prashanti Nilayam. Evitate rapporti con chiunque, in modo particolare, con sconosciuti. Fate in modo che l'unico rapporto che desiderate sviluppare sia il rapporto d'amore fra Baba e voi. Questo è un rapporto diretto. Baba non si serve di ambasciatori. L'ardente desiderio di questa relazione immediata, cuore a cuore, è vera devozione.





I pensieri cattivi.
[22] Occasionalmente vi verranno dei pensieri cattivi. Non date peso a questi pensieri che vi passano per la mente. È solo quando ai pensieri fate seguire azioni che possono insorgere diversi tipi di difficoltà. Se anche vi sopraggiungono cattivi pensieri, purché manteniate il controllo sul corpo, non ne conseguiranno azioni di cui pentirsi.





Vita Felice.
[23] Non siete venuti qui per sprecare il vostro tempo. Siete venuti qui per condurre una vita pura e santa. Dovete garantirvi una vita santa, una vita felice, una vita sana, una vita pacifica. Concentratevi su Dio e tutti i vostri desideri verranno esauditi. Fate vostra l'antica preghiera vedica: "Che tutti i mondi siano felici". Fate che ognuno in ogni parte del mondo sia felice, non solo la gente del vostro paese, ma tutti, ovunque nel mondo intero, siano felici.





La casa del mondo
[24] Questo mondo è come una grande casa con tante camere. Le camere possono essere diverse, ma la casa è una sola. Allo stesso modo, le nazioni sono diverse, ma il mondo è uno solo.

In questa bella casa del mondo dalle stanze variopinte, si faccia in modo che tutti i popoli si comportino come fratelli e sorelle.

Questo è il significato di quanto disse la voce celeste a Gesù sulla croce: "Mio diletto figlio, sono tutti una sola cosa. Sii uno con tutti".

Potranno esserci differenze nei luoghi, nelle caste, nelle lingue, nelle culture, ma Dio è sempre uno. Tendete sempre a questa idea di unità.

Esistono molte qualità di dolci, con molti nomi e forme diverse, ma lo zucchero in essi contenuto è il medesimo. Questi dolci non sarebbero tali senza lo zucchero. Le stelle sono numerose, ma un solo è il cielo. Vari sono i gioielli, ma uno è l'oro. Molteplici sono gli esseri viventi, ma unico è il loro respiro vitale. Per questo sono tutti figli di Dio.





Amore ! Amore ! Amore !
[25] Amore, Amore, Amore ! L'Amore è Dio. Vivete nell'Amore. Senza Amore la vostra vita è priva di significato. In verità, senza Amore, nemmeno esistereste. Quando c'è la luce, non c'è bisogno di una lampadina o di altre fonti luminose per vedere la Luna. Vedete la Luna per tramite della Luna stessa.

Dio è l'incarnazione dell'Amore: potete vedere l'incarnazione dell'Amore solo per mezzo dell'Amore. Non sono necessarie altre discipline spirituali. Solo Amore, Amore, Amore ! Sviluppate, dunque, questo spirito di Amore. Non esiste un Dio riservato agli Americani, agli Italiani o agli Indiani. Dio esiste per tutti. Dio non fa differenze di persone. Tutti i popoli sono Suoi. Io appartengo a voi e voi a Me. Voi siete tutti Miei. Questo è il rapporto d'Amore che dovete mantenere con Dio. Se avete questo Amore, non avete bisogno di altre pratiche, come per esempio dei rituali di preghiere (puja), di mantra (japa), di meditazione, quantunque in ogni caso servano a purificare la mente.





Maya
[26] Provate a pensare ad un focherello di legna, come quelli che si adoperano per cucinare. Se lo trascurate, questo fuoco si ricoprirà di cenere e si spegnerà. Donde viene quella cenere ? Dal fuoco stesso. La cenere, che proviene dal fuoco, lo copre fino a spegnerlo. Non appena si soffia sulla cenere, questa vola via ed il fuoco arde ancora luminoso.

Dentro di voi c'è il fuoco della saggezza. E, poiché avete ignorato questo fuoco, si è ricoperto delle ceneri di Maya, l'Illusione. Quando ripetete il nome di Dio, Esso è come un potente soffio di vento sul fuoco. L'Illusione viene soffiata via e svanisce facendo ricomparire il fuoco della saggezza.





Il mondo passa.
[27] Siete ancora troppo immersi nelle cose del mondo. Ma esse sono come nuvole passeggere: vanno e vengono. Nulla di questo mondo rimane per sempre. Tutte le cose sono come nuvole di passaggio, instabili.

A volte sperimentate il dolore, ma presto passa . Il dolore non è perpetuo. Non preoccupatevene. Non preoccupatevi di nulla. La preoccupazione è uno stato creato dalla mente. Allontanate da voi le apprensioni e fate l'esperienza della gioia perenne, pensando tutto il tempo a Dio. Una singola esperienza intensa e fervida, disperderà tutti i vostri guai. Riducete il vostro parlare, le vostre attività, le vostre inquietudini e concentrate la vostra mente su Dio. Allora rimarrete felici !





Il miracolo più grande
[28] Il più grande miracolo di Sai è l'Amore. Non è l'oro, non sono i diamanti, non i rubini, ma l'Amore, l'Amore, l'Amore ! L'Amore è il sommo miracolo di Sai.

Con l'Amore Sai può fare ogni cosa. Non lasciatevi sconcertare da ciò che fa Sai, ma concentratevi soltanto sul Suo Amore. Appena vi siete assicurati l'Amore di Svami, potete ottenere tutto, fare ogni cosa, avere salute, ricchezza, tutto! Perciò, coltivate l'Amore. L'Amore è il tesoro più cospicuo che potete guadagnare.





Non sprecare denaro
[29] Non andate dunque in giro per il mondo a spendere molto denaro. Ovunque vi troviate potete sviluppare questo divino Amore non egoistico. Di per sé questo rappresenta la miglior penitenza e la più alta forma di adorazione in cui impegnarvi.

Impegnatevi costantemente nella purificazione dei desideri, dei sentimenti. Alcuni fra voi sprecano il denaro. Quando date dei soldi ai mendicanti, incoraggiate l'accattonaggio: è un uso scorretto del denaro.

Usare male il denaro è diabolico. Nella vostra vita di ogni giorno, controllate sempre se state sprecando cibo o soldi.





Quattro regole.
[30] Ci sono quattro importanti principi che dovreste tenere sempre in mente e metterli in pratica nella vita giornaliera :

NON SPRECATE DENARO: IL DENARO È UN DONO DI DIO.
NON SPRECATE CIBO: IL CIBO È UN DONO DI DIO.
NON SPRECATE IL TEMPO: IL TEMPO ASSEGNATOVI È UN DONO DI DIO.
NON SPRECATE ENERGIA : ANCHE L'ENERGIA A VOSTRA DISPOSIZIONE È DONO DI DIO.
Il troppo parlare dando retta agli altri e l'impegno in attività inutili disperde questa energia donata da Dio a voi.



Buone compagnie.
[31] Se qualcuno vi dice qualcosa che va contro la morale e contro il vostro stesso modo di pensare, fate in maniera di lasciare quella compagnia. Quando sentite qualcosa di negativo, che va contro i vostri principi, abbandonate quel luogo. Se rimanete a d ascoltare discorsi negativi, la vostra mente si inquina. Non ascoltate niente che sia male. Evitate i contatti dannosi. Fuggite dalle compagnie malvagie. Se vi manterrete liberi da aggregazioni immonde, svilupperete una mente ed un cuore puri. Ma se continuate a guardare cose negative, a parlar male, a pensare male, ad agire male, allora come potrete evitare di diventare "Male" ?. Entrerà in voi tutta la negatività e vi inquinerà. Perciò, per quanto sta in voi, evitate contatti con il male, evitate il parlare male, il vedere male e scansate le cattive compagnie. Vi creo forse dei problemi ? (Nel tempio per tutta risposta ci fu un gran coro di "No !" da parte dei presenti, Ndr)

Sono felicissimo ! Auguro a tutti una vita felice, una lunga vita in salute. Vi benedico tutti.

(Prashanti Nilayam, 5 Agosto 1988 ai devoti stranieri riuniti nel tempio)




Note.
(1) Swami significa "Signore, Maestro" e in India è un titolo comune a molti ordini monastici, viene anteposto ai nomi propri di sacerdoti, asceti e varie personalità religiose. Con questo termine si è soliti rivolgersi a Sai Baba. (torna)

(2) Vedanta significa "compimento dei Veda", cioè la completa conoscenza dei Veda. Non è un appendice ai Veda, ma una reinterpretazione delle loro verità fondamentali. È una delle sei scuole ortodosse, che sono considerate non come "sistemi", bensì come "punti di vista" (darshana) sull'unica Dottrina contenuta nei Veda : Shamkhya, Yoga, Vaisheshika, Nyaya, Purva-mimamsa e Vedanta o Uttara-mimamsa. Il Vedanta, a sua volta, si distingue in tre correnti : Advaita Vedanta, che sostiene il non-dualismo e che fu codificata da Shamkaracharya ; Vishishtadvaita, detto anche Dvaitadvaita o Bhedabheda, che sostiene un monismo mitigato o qualificato e il cui codificatore fu Ramanuja ; Dvaita Vedanta, la corrente dualistica codificata da Madhva. (torna)

(3) Prashanti (Suprema Pace) Nilayam (Dimora), "Dimora della Suprema Pace". Si trova a Puttaparti, un piccolo villaggio dell'Andra Pradesh, a circa 170 km a Nord di Bangalore, nell'India del Sud. Prashanti Nilayam è il nome dato da Sai Baba al luogo in cui egli trascorre la maggior parte dell'anno ed è, per così dire, la Sua "base operativa". È costituito da un tempio centrale, dove Swami abita occupando un piccolo appartamento, da un grandioso salone, detto Purnachandra, capace di 15000 persone, numerosi padiglioni con stanze che fungono da foresteria, ma adibite anche ad ospitare residenti, una libreria, un ospedale, refettori, magazzini, capannoni e vari altri servizi. Intorno a questo centro gravitano numerosi e capienti collegi e scuole, dalle elementari all'università, dove studiano e crescono gli studenti di Sai Baba nello spirito dei Suoi insegnamenti. Gli edifici del Nilayam sono in continua e vertiginosa espansione. In questo enorme centro di raccolta spirituale affluiscono a migliaia popoli di ogni nazionalità, ceto e religione, in cerca di una dimora che dia pace al loro cuore affaticato e stanco. (torna)

(4) Sai Ram è la formula sacra (mantra) più usata a Prashanti Nilayam. Come ogni mantra, è una sorta di giaculatoria assunta a formula di saluto fra i devoti di Sai, come lo era un tempo per i devoti di Gesù l'espressione "Sia lodato Gesù Cristo". Il suo significato va oltre il suono verbale e ricorda al devoto che la missione ed il messaggio del Signore Rama vengono oggi riposti dal Signore Sai. (torna)

(5) Ashram è una parola sanscrita dai molteplici significati. Qui viene assunta col significato di "dimora di santi o asceti". Corrisponde ai nostri santuari, meta di pellegrinaggi e di esercizi spirituali. (torna)

Trascritto dal libro: Sri Sathya Sai Baba-Discorsi 1988/89 Vol.1 Mother Sai Publications. Tutti i diritti sono riservati.